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FOTO Vandalismo e incuria all'Arco di Augusto, scempio al monumento simbolo della città

Oltre ai giochi con le pietre antiche, non mancano cartacce e bottiglie nel prato e tra le mura

Attualità Rimini | 12:22 - 29 Ottobre 2019 Cartacce nascoste tra le pietre dell'Arco di Augusto Cartacce nascoste tra le pietre dell'Arco di Augusto.

Oltre ai due giovani vandali che venerdì pomeriggio sono stati visti giocare da una coppia di coniugi riminesi con alcune pietre dell’Arco di Augusto e segnalati prontamente alla polizia municipale, ci sono anche l’incuria, l’assenza di educazione ambientale e lo spregio per la storia a deturpare il monumento simbolo della Rimini romana.
Basta passeggiare a ridosso del monumento e lasciare che lo sguardo vaghi libero nel verde per essere subito attirati dalla vista di bottiglie, cartacce, confezioni di merendine, fazzoletti e foglietti illustrativi di medicine. Le quantità sono ridotte, ma comunque sufficienti per essere avvistate senza sforzare troppo la vista.

Il segnale di degrado non è allarmante ma fa comunque riflettere sulla percezione che il cittadino medio ha del monumento, il più antico arco romano esistente, che segna l’arrivo della via Flaminia e la partenza via Emilia, in piedi dal 27 a.C. in perfette condizioni ma guastato in integrità e bellezza dallo stesso uomo a distanza di 2 mila anni, facendo quel che non hanno fatto avvicendamenti storici, guerre e intemperie.

Si vedono ancora alcuni frammenti di pietra, fortunatamente non tutti frutto del danneggiamento dei due giovani che la municipale di Rimini sta cercando di rintracciare. Il più grave degli episodi recenti risale a un anno fa quando una coppia di turisti ha iniziato a picconare i mattoncini per portarseli a casa come souvenir. Il passaggio sotto l’arco però è così frequente e lo scenario così bello che si è deciso di lasciarlo totalmente accessibile, in ogni sua parte. Forse però qualche monito più chiaro, anche sotto forma di cartello, potrebbe limitare i danni. (f.v.)