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Dehors Rimini, anche Zeinta di Borg contro la Soprintendenza "gioco al massacro"

"Un gran pasticcio" dice l'associazione di commercianti riminesi "si va a colpire chi crea lavoro, rischiando in proprio, e creando occupazione"

Attualità Rimini | 06:53 - 25 Ottobre 2019 Dehor a Rimini Dehor a Rimini.

Anche l'associazione di commercianti riminesi Zeinta di Borg interviene sulla questione "dehors". E lo fa puntando il dito contro la Soprintendenza che tre anni fa ha partecipato alla redazione di un regolamento condiviso e ora "gioca al massacro delle attività".

Di seguito la nota di Zeinta di Borg

Da qualsiasi angolazione la si guardi, la questione dei dehors in centro e nei borghi riminesi è un gran pasticcio! Si è lavorato per mesi, tre anni fa, associazioni dei commercianti, amministrazione comunale, Soprintendenza, insieme per redarre un regolamento condiviso che mettesse fine alle tende variopinte e al caos di tipologie costruttive, imponendo criteri con standard elevati per quanto riguardava i materiali e l’impatto ambientale dei manufatti, nel rispetto delle bellezze artistiche della nostra città. Gli imprenditori hanno risposto, investendo e rendendo più belle ed usufruibili le vie e le piazze cittadine, per il piacere dei riminesi e dei turisti. Due anni fa i primi problemi, con verifiche riguardo la amovibilità di alcune strutture, modifiche effettuate con notevole spesa da parte degli esercenti, ma fatte per sanare quelle situazioni ritenute irregolari. Ora si vuole imporre la rimozione stagionale dei dehors, e lo chiede chi firmò quel regolamento, la Soprintendenza, che facendo così gioca al massacro delle attività, che non hanno, nella maggior parte dei casi nemmeno ammortizzato l’investimento, e alle quali quegli spazi, pagati a caro prezzo, sono indispensabili per far quadrare i conti, in tempi di crisi come questi.

Ma perché questa imposizione, perché sconfessare, a breve tempo il regolamento che si era contribuito a redarre? Lo sa la Soprintendenza quanto costa smontare e rimontare un dehor? Oltre al deterioramento dei componenti ed al problema del loro accantonamento nei mesi invernali. Ha rilevato delle incongruenze così gravi da addottare un provvedimento generalizzato e punitivo per tutta la categoria? Ma il soggetto che concede le autorizzazioni non è il Comune? Lo stesso Comune, parte lesa in questo caso, perché perderebbe tutti gli introiti dell’occupazione suolo pubblico, si trova in difficoltà, venendo scavalcato nelle sue prerogative, e sottoscriviamo l’appello dell’assessore Sadegholvaad e la sua indignazione.

I dehors deturpano l’ambiente urbano? E allora non si doveva sottoscrivere il regolamento per la loro attuazione, come fatto dalla Soprintendenza.

Il cittadino investe e si indebita per abbellire la propria attività, e all’improvviso si cambiano le carte in tavola e i suoi sforzi vengono vanificati, con grandi perdite economiche. Per quale motivo preciso? Perché tutto questo? Non è dato sapere!

Le domande di rinnovo delle strutture annuali vengono rigettate senza motivazioni.

I commercianti di Zeinta di Borg chiedono venga ritirato questo provvedimento e si apra un confronto per chiarire dov’è il problema. Atti di imperio come questo non fanno altro che allontanare i cittadini dallo stato, alimentando sfiducia e rancore, perché si va a colpire chi crea lavoro, rischiando in proprio, e creando occupazione.