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Impigliata nelle reti da pesca, salvata una rarissima tartaruga "Liuto"

Primo caso registrato in Adriatico, soccorsa dalla associazione Cetacea dopo la cattura accidentale nelle reti a strascico di un peschereccio

Attualità Riccione | 21:03 - 22 Ottobre 2019 La tartaruga marina nel peschereccio La tartaruga marina nel peschereccio.

La mattina di martedì 22 ottobre la Fondazione Cetacea è stata allertata per un recupero davvero eccezionale di tartaruga marina: un motopeschereccio di Cesenatico, il Michela, aveva infatti catturato accidentalmente nelle proprie reti al largo di Ravenna una tartaruga marina di dimensioni ragguardevoli e dalle fattezze “particolari”. Dalle poche indicazioni ricevute non è stato difficile per gli esperti di Fondazione comprendere di ritrovarsi di fronte ad un evento unico nella storia degli interventi sulla fauna marina in Adriatico: il recupero di una “tartaruga liuto”, specie presente in piccolo numero nel Mediterraneo e che è possibile incrociare solamente in via quasi eccezionale nell’Alto Adriatico. Mai era capitato però di dover provvedere ad un recupero lungo le nostre coste. Una volta giunto il Michela in porto i veterinari della Fondazione hanno potuto visitare a bordo l’esemplare (di circa 140 cm di carapace, probabilmente una giovane subdulta di sesso femminile), che presentava qualche escoriazione superficiale a causa della cattura nelle reti.
Constatato il buono stato di salute dell’animale (battezzato “Priscilla”), in collaborazione con il motopeschereccio Michela e la Capitaneria di Porto di Cesenatico, Fondazione Cetacea ne ha organizzato il rilascio a tre miglia e mezzo dalla costa, estremamente difficoltoso viste le dimensioni e il peso (si suppone sui 300 kg) dell’esemplare, ma che si è concluso con un lieto fine che ha davvero emozionato tutti i presenti.
La tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) è la tartaruga più grande del mondo. È l'unica specie del genere Dermochelys e della famiglia Dermochelyidae. La specie è considerata in pericolo critico di estinzione, tanto che la sua cattura è proibita anche in paesi che permettono la pesca di altre tartarughe. Il carapace è formato da piccole placche ossee disposte a mosaico, ricoperte da una pelle cuoiosa e liscia, spessa ma flessibile, tratto che in inglese le è valso il nome comune di leatherback turtle, ovvero tartaruga dorso di cuoio. Il suo colore è nerastro o bruno scuro con macchie chiare. Visita occasionalmente l’Adriatico ma predilige mari più caldi.