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Terremoti, emerso un corridoio continuo tra Rimini e Ancona

Uno studio smaschera le faglie più ambigue dietro alle scosse più violente

Attualità Rimini | 19:58 - 21 Ottobre 2019 Costa adriatica, nella foto panorama di Cattolica Costa adriatica, nella foto panorama di Cattolica.

Dall'analisi di cinque secoli di storia sono così emersi i 'corridoi' sismici che attraversano l'Italia, con alcune novità. "Abbiamo per esempio osservato che il sistema di faglie che attraversa da nord a sud l'Appennino alle quote massime nasconde altri corridoi più profondi che si estendono da est a ovest e che possono spiegare eventi anomali o inattesi, come il terremoto di San Giuliano di Puglia nel 2002 o i frequenti sismi registrati nel beneventano", afferma Valensise. Altri indizi sono emersi anche riguardo ai terremoti che in passato hanno colpito il basso Tirreno e il nord della Sicilia: "molti sembravano originati dalla terra ferma, ma in realtà abbiamo scoperto che nascono in mare, a 20-30 chilometri dalla costa", dice l'esperto Ingv. Altre conferme riguardano invece la costa adriatica tra Emilia Romagna e Marche. "I dati geologici - prosegue Valensise - ci dicono che c'è un corridoio continuo tra Rimini e Ancona che può generare terremoti per tutta la sua lunghezza. Se consideriamo i dati storici relativi ai terremoti che si sono avuti per esempio a Senigallia nel 1930, a Rimini nel 1916 e ad Ancona nel 1690, vediamo che restano due segmenti del corridoio completamente silenziosi tra Pesaro e Fano, così come avevamo già evidenziato alla fine degli anni Novanta".