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Rimini solidale verso il popolo curdo della Siria, dopo il teatro Galli rosso c'è il presidio in piazza

Appuntamento questa mattina alle 11.30 davanti alla Prefettura di Rimini

Attualità Rimini | 08:31 - 12 Ottobre 2019 La facciata della prefettura di Rimini (foto di repertorio) La facciata della prefettura di Rimini (foto di repertorio).

Il 12 ottobre è la giornata mondiale di mobilitazione e azione contro l’occupazione turca e la pulizia etnica dei curdi nella Siria settentrionale e orientale. A seguito delle più recenti vicende di cronaca internazionale che preoccupano per l'esito di un conflitto che sembra non avere pace, diverse associazioni di Rimini scendono in campo per chiedere coralmente alle comunità internazionali e alle organizzazioni della società civile in tutto il mondo di agire contro l’occupazione turca e la pulizia etnica contro i curdi nella Siria settentrionale e orientale il 12 ottobre. Il presidio in programma questa mattina alle 11.30 di fronte alla Prefettura è organizzato dalle associazionie No Border, Casa Madiba Network, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Federconsumatori Rimini, Grotta Rossa, Libertà e Giustizia Rimini, Manifesto contro l'odio e l'ignoranza, Non una di meno Rimini, Pacha Mama Rimini, Rimini Umana e Vite in Transito. Aderiscono anche Sinistra Italiana Rimini, il Partito Comunista Italiano della federazione Enrico Berlinguer e Potere al Popolo Rimini

E proprio nella giornata di ieri le stesse associazioni hanno chiesto all'amminstrazione comunale di illuminare la facciata del teatro Galli di rosso cone segno di solidarietà della città di Rimini al popolo curdo, contro la tragica ed inacettabile decisione della Turchia di invadere militarmente i loro territorri e fare guerra alla popolazione. Così è stato: «La nostra solidarietà va alla popolazione curda, così come a quella siriana, che in queste ore e in questi giorni, sta subendo un ingiustificato attacco da parte dell’esercito turco», sottolinea la vicesindaca Gloria Lisi. «Da Rimini, città operatrice di pace, ci uniamo agli appelli affinchè, fin da subito, siano attuate tutte le iniziative diplomatiche possibili per scongiurare una escalation di violenza a scapito di cittadini inermi».