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Calcio, Sky racconta la storia di Stefano Sensi: pronto un servizio per Inter-Juventus

Il ds Andrea Galassi, ex Cesena: 'Dopo Rimini un miracolo prenderlo. E pensare che se non era per Drago...'

Sport Rimini | 22:32 - 04 Ottobre 2019 Sensi con la maglia dell'Inter Sensi con la maglia dell'Inter.


Domenica sera si gioca Inter-Juve e per il big match Sky Sport ha preparato un bel servizio su Stefano Sensi, il centrocampista che in breve tempo è diventato leader indiscusso del centrocampo della squadra di Conte e pure goleador (tre reti in sei partite, al Sassuolo 5 totali in tre anni). Andrà in onda nel week end, forse nell'immediata vigilia.

Sky per raccontare la storia di Sensi è partita da Cesena, cioè i tempi della serie B, il trampolino verso la serie A. Tagliato fuori Rimini. Ma - come abbiamo raccontato a suo tempo  - è stato il Rimini a scoprirlo all’età di 12 anni, categoria Esordienti. Allora la società era nelle saldi mani della Cocif e di Vincenzo Bellavista, lavorava in profondità sul settore giovanile affidato a Valter Sapucci: investiva pescando anche fuori regione con un'ampia rete di scouting curata da Valter Macrelli e Veniero Semprini tanto che venne allestita una foresteria all'avanguardia con la supervisione di Matteo Perazzini.
Allora Sensi giocava nell’Urbania. Fece la trafila nel settore giovanile biancorosso fino ai Giovanissimi Nazionali. Poi nel 2010 si liberò in seguito alla mancata iscrizione del club biancorosso al campionato di serie C e finì come altri baby al Cesena. Tre anni di settore giovanile bianconero - dal 2010 al 2013 - poi un paio di campionati di serie C al San Marino dove esplose in maniera prepotente, quindi di nuovo Cesena titolare in serie B e infine il Sassuolo.

Ebbene, nel servizio hanno preso la parola Andrea Galassi, il responsabile del settore giovanile del Cesena nel 2010, Luca Mancini allora al Cesena e poi a capo del San Marino, il barbiere di Sensi, il preside dell'istituto scolastico frequentato dal giocatore. Ognuno di loro ha raccontato aneddoti divertenti.

Racconta Andrea Galassi, ex giocatore del Rimini: “Quando arrivai al Cesena assistetti a Rimini-Cesena categoria Giovanissimi. Finì 5-0 per i biancorossi. Allora il Rimini nel settore giovanile stava lavorando molto bene, aveva una marcia in più rispetto ai cugini almeno in certe categorie. Ebbene, si vedeva che Sensi era un predestinato. Tanta qualità e percentuale di errore bassissimo”.

A fine di quella stagione – siamo nel 2010 – il Rimini non si iscrive al campionato. I giocatori sono tutti liberi. Andrea Galassi, che succede?

“Succede che sul giocatore si gettano a capofitto Genoa, Atalanta e Palermo. Incontro il ragazzo, la famiglia, li guido nella visita nelle nostre strutture, faccio capire loro che la migliore soluzione è restare vino a casa e crescere in un ambiente familiare dove comunque si respira aria di serie A visto che il Cesena allora è nella massima serie. Riesco nell'impresa. Sensi firma con noi”.

Due anni dopo lei ritrova Sensi al San Marino, in C, dove il club lotta disperatamente per salvarsi. Che succede?

“Il San Marino ha un diritto di riscatto robusto e il Cesena un contro riscatto con valorizzazione: mi muovo assieme al presidente tre mesi prima della fine del campionato offrendo Sensi a molte squadre di serie A e B chiedendo una cifra superiore al prezzo fissato per il riscatto”.

E allora?

“Nessuno ha visto l'affare, non hanno creduto nelle qualità di Stefano. Il giocatore in quella stagione segna anche 8 gol. Non ha ancora vent'anni. Il San Marino retrocedendo in D non ha potuto esercitare il riscatto come il presidente Mancini avrebbe voluto fare. Il giocatore è di nuovo libero. Sensi torna a Cesena. Stava per finire al Santarcangelo in prestito, ma ci ha pensato mister Massimo Drago a fermare tutto vedendo all'opera il giocatore durante il ritiro estivo”. Il resto è storia. Tra i cadetti Sensi si mette in mostra: 31 presenze e 4 gol. L'anno dopo è al Sassuolo. In serie A”.

Stefano Ferri