Mercoledý 16 Ottobre01:59:09
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Calci e pugni al titolare del bar per rubare tablet, orologio e collanina: condannati a 5 anni

Due tunisini alla sbarra: aggredirono un connazionale prima nel suo locale, poi nel bar che erano soliti frequentare dove lui li aveva rintracciati

Cronaca Rimini | 14:00 - 04 Ottobre 2019 Calci e pugni, foto di repertorio Calci e pugni, foto di repertorio.

Sono stati condannati a 5 anni di reclusione due tunisini, un 34enne residente in Provincia di Potenza e un 46enne residente a Rimini, accusati di rapina, lesioni personali e calunnia in concorso nei confronti di un connazionale 37enne, titolare di un bar a Rimini. Il sostituto procuratore Davide Ercolani aveva chiesto condanna a 7 anni di reclusione. I due nordafricani, nella sera del 13 febbraio 2014, avevano aggredito l'uomo prima nel suo locale, poi in un altro bar, portandogli via un tablet, un orologio e una collanina d'argento.


Doppia aggressione e consumazioni da 42 euro non pagate


Due giorni prima i tunisini avevano chiesto al connazionale di firmare una dichiarazione: doveva in pratica fingere di aver regalato loro tre biciclette e un motorino, sospetta refurtiva che i Carabinieri di Viterbo avevano posto sotto sequestro, non potendo gli imputati dimostrarne la provenienza. Il 37enne rifiutò la proposta due volte, la seconda nella sera dell'aggressione-rapina. Inizialmente i due imputati si limitarono a qualche provocazione verbale, mentre effettuavano delle consumazioni nel suo bar, poi improvvisamente il più giovane dei due lanciò una bottiglia di birra contro il barista, ferendolo a una mano, mentre l'altro si impossessò di un tablet posto sul bancone, fuggendo rapidamente. Soccorso da alcuni avventori, il 37enne barista rintracciò i connazionali nel bar che erano soliti frequentare, con l'intento di farsi pagare il conto (42 euro)  e di recuperare il tablet. Fu invece preso a calci e pugni e rapinato di una collanina d'argento che portava al collo e dell'orologio. Il giorno successivo, a causa del gonfiore della mano, il barista fu costretto a far ricorso dalle cure del pronto soccorso. I medici lo rilasciarono con una prognosi di 25 giorni.


Gli aggressori denunciano una finta aggressione


Nei giorni successivi i due aggressori contattarono il connazionale, invitandolo a non fare denuncia, in cambio della promessa di restituirgli tutti gli oggetti rubati. Di fronte al suo rifiuto, andarono al contrattacco, denunciandolo per una fantomatica aggressione. Questo è costato loro una terza imputazione, quella per calunnia.