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Il Comune di Rimini promette battaglia agli evasori fiscali: pronta una lista di 25 imprenditori

Secondo il nuovo regolamento partirà l'avviso bonario, poi scatteranno sospensione fino a revoca della licenza

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Attualità Rimini | 17:06 - 01 Ottobre 2019 Uno scatto della conferenza stampa Uno scatto della conferenza stampa.

La lotta all’evasione fiscale sta per dotarsi di un ulteriore strumento, mirato soprattutto ai grandi evasori. La quinta commissione del Comune di Rimini ha votato all’unanimità il nuovo regolamento attraverso con cui l’ente potrà sospendere, fino a revocare la licenza alle attività commerciali e produttive sulle quali pesano gravi irregolarità rispetto al pagamento dei tributi locali.

L’ufficio tributi ha già sulla scrivania in bella vista una lista di 25 titolari e gestori di attività che riceveranno i primi avvisi bonari con cui verrà loro comunicato l’avvio del procedimento per un debito complessivo (tra TARI, IMU, imposta di soggiorno, ICP) già accertato di circa un milione di euro. La metà di questo debito è in capo ai primi cinque soggetti della “black list” per circa 100 mila euro a testa di imposta non versata. La lista nera è composta soprattutto da strutture alberghiere (20) annuali o stagionali, attualmente aperte in via straordinaria, quasi tutte classificate tre stelle e distribuiti in tutto il territorio, da Viserba a Miramare. A completare l’elenco anche cinque tra ristoranti e bar distribuiti tra mare, centro storico ed entroterra.

Con il regolamento è possibile stabilire che il rilascio, il rinnovo e la permanenza in esercizio delle attività commerciali o produttive siano subordinate alla verifica della regolarità tributaria dei soggetti interessati. Il procedimento si sviluppa in tre step: in caso di gravi irregolarità (che comportano complessivamente un debito di tributi locali superiore a mille euro) lo Sportello unico per le attività produttive (Suap) notifica l’avvio del procedimento di sospensione dell'attività assegnando 30 giorni per la regolarizzazione. Se entro 30 giorni dall’avviso bonario il contribuente non si regolarizza, il SUAP emette il provvedimento di sospensione per un periodo di 90 giorni (o fino al giorno della regolarizzazione). Se non avviene la regolarizzazione, il Suap procede alla revoca dell'autorizzazione, concessione o divieto di prosecuzione di tutte le attività dell‘esercente.

Aver annunciato l’imminente applicazione di questo provvedimento ha già avuto un primo effetto deterrente: diversi esercenti si sono già presentati spontaneamente all’ufficio tributi per regolarizzare la loro posizione ed evitare la revoca della licenza. Ciò ha consentito di pianificare il versamento di quasi 100 mila euro entro fine anno e la dilazione delle ulteriori somme nei mesi successivi.

La proposta di regolamento sarà sottoposta all’esame del prossimo consiglio comunale per poi approdare sul tavolo della giunta, che delibererà le linee guida operative e i criteri per l’azione di contrasto (mancato pagamento di importi elevati, recidività, mancato pagamento di tipologie di diverse di contributi).

«Una possibilità contenuta nel recente Decreto crescita che ha recepito un emendamento proposto ed elaborato in questi ultimi tre anni dal Comune», spiega l’assessore al bilancio Gianluca Brasini, «da tempo sottolineavamo l’importanza di dotare le amministrazioni di uno strumento legislativo efficace che potesse servire a stanare le situazioni di evasione maggiormente critiche e più difficili da sradicare. Non si tratta di misure vessatorie: sappiamo che ci sono tante situazioni di morosità incolpevole e su di queste lavoriamo affinché si possa mettere il contribuente nelle condizioni di sanare la propria posizione attraverso i meccanismi di tax compliance. La nostra proposta al contrario vuole andare a colpire i maxi evasori, i recidivi, quelle imprese che volontariamente agiscono nello spregio delle regole. Non si tratta solo di equità fiscale ma di garantire regole di convivenza civile e di moralità fiscale».

Il provvedimento mira a disincentivare anche i fenomeni di concorrenza sleale tra gli stessi imprenditori turistici che «attraverso politiche di dumping portano sempre più a un ribasso del prezzo delle camere di albergo e più in generale la qualità dell’offerta turistica».

Questo nuovo regolamento è solo l’ultima di una serie di azioni studiate dall’amministrazione per facilitare gli adempimenti dei contribuenti e il recupero delle imposte dovute e non versate. Negli ultimi anni è stato possibile recuperare oltre 26 milioni di euro di Tari non corrisposta e oltre 43 milioni di Imu.

Francesca Valente


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