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Anche Spalletti e Ulivieri ai funerali di Nicoletti. Sul feretro i vessilli di Vis e Santarcangelo

Zannoni: 'Mi portò al Taranto in B e mi fece capitano: segnai nove gol, arrivammo decimi in B'

Attualità Santarcangelo di Romagna | 20:49 - 25 Settembre 2019 Anche Spalletti e Ulivieri ai funerali di Nicoletti. Sul feretro i vessilli di Vis e Santarcangelo

Un abbraccio intenso, forte, emozionante. Chiesa della Collegiata di Santarcangelo gremita per i funerali di Walter Nicoletti,  il tecnico scomparso all’età di 67 anni dopo una dura e coraggiosa battaglia contro la malattia che tuttavia non aveva fiaccato il suo spirito: aveva inciso, lui appassionato di canto, un cd a scopo benefico distribuito in una serie di eventi di successo: la canzone simbolo era “Il mister”, e Walter era il protagonista di numerose iniziative benefiche: come è stato ricordato a fine delle cerimonia officiata da don Stefano Sargolini, la malattia è stata l’occasione per aiutare gli altri.
In tanti e non solo del mondo del calcio (tra tutti il sindaco Alice Parma) non hanno voluto mancare per dare l’ultimo saluto ad un grande uomo di sport. Sul feretro i vessilli della Vis Pesaro, il club che dalla serie D con lui in panchina ha portato alla C1 (ottavo posto) rappresentato da un gruppo di ragazzi in divisa del settore giovanile, e del Santarcangelo Calcio, la società che lo ha lanciato e di cui erano presenti molti ex dirigenti. Di quella stagione in riva all’Adriatico che va dal’85 all’88 e di cui l'allenatore santarcangiolese poco più che trentenne fu protagonista assieme al compianto ds Silvio Margelloni, c’erano Massimo Bronzetti, Mirco Fratta, Sandro Cangini, Maurizio Moscatelli, Alberto Pari ed altri.
“Per me orfano di padre, Walter è stato come un babbo. Con lui ho condiviso tutto – racconta Fratta - . Era un uomo eccezionale, di grande tenacia, capace di trovare soluzione a tutti i problemi. Ora gli chiedo che nello stadio più grande che c’è, di darci la stessa carica che ci dava dalla panchina. Aggiunge Cangini: “Ho vissuto cinque stagioni al suo fianco, lo porterò sempre nel mio cuore. Sono cresciuto come giocatore e come uomo. Nicoletti sapeva creare un ottimo feeling”.
Hanno voluto esserci anche due colleghi e amici carissimi, Luciano Spalletti e Renzo Ulivieri,  il primo suo giocatore all’Empoli nella stagione 92-93 in serie C. Con Ulivieri Nicoletti condivideva l’impegno nell’associazione italiana allenatori presieduta dall’ex tecncio del Bologna, di cui Walter era nel direttivo nazionale (ave anche l’incarico docente della scuola allenatori). “Walter ha svolto un grande lavoro in associazione – spiega Ulivieri -  era un uomo di cultura nel senso vero, non solo calcistica, soprattutto si distingueva per la sua statura umana. Un amico vero”. 
Tra gli altri allenatori notati Elvio Selighini, Ettore Donati, Firmino Pederiva, Agatino Cuttone, Franco Varrella, Roberto Cevoli, Beppe Magi, Nicola Campedelli, Loris Bonesso, Giampaolo Mazza; personaggi del calcio romagnolo e non solo: Lele Zamagna, Candido Farneti, Oberdan Melini, Walter Berlini, il massaggiatore Pietro Rossini per anni con Nicoletti al Santarcangelo e poi al Pesaro. “Era molto preparato come allenatore, sapeva entrare nella testa dei giocatori, sotto il profilo psicologico era un asso: a quei tempi non si faceva molto caso all’aspetto mentale del giocatore – rivela Rossini – era sempre presente eed era di una meticolosità assoluta. E poi era umile. Una persona eccezionale”.
Davide Zannoni, fortemente voluto da mister Nicoletti al Taranto in serie B (decimo posto) racconta: “Fu il miglior risultato sportivo del mister – racconta Zanna – mi voleva fortemente: venivo dall’Ancona, lui era reduce dalla stagione al Giarre. Ebbe la forza e il coraggio, in una realtà nuova e per nulla facile, di farmi capitano scavalcando gerarchie consolidate e giocatori della vecchia guardia. E io segnai nove gol in 20 partite, perché a lungo rimasi al palo per infortunio”.

Stefano Ferri