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Rimini, le imprese durano meno e ci sono meno assunzioni rispetto alle medie nazionale e regionale

E' quanto emerge del report della Camera di Commercio Romagna volto a misurare la qualità della vita delle imprese

Attualità Rimini | 13:10 - 25 Settembre 2019 Ragazzo legge le offerte di lavoro (foto di repertorio) Ragazzo legge le offerte di lavoro (foto di repertorio).

La Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini ha elaborato un set di indicatori inediti volti a misurare la "qualità della vita" delle imprese. Per la provincia di Rimini gli aspetti positivi riguardano l'elevata e diffusa imprenditorialità e la tenuta del tasso di crescita. I risultati del lavoro di analisi svolto, disponibili a livello provinciale, arricchiscono l'osservazione sistematica dello stato di salute delle imprese del nostro territorio e consentono di trarre considerazioni particolarmente utili per la governance. 
 

Qualità della vita delle imprese: provincia di Rimini


Nel 2018, in provincia di Rimini, l'indice di imprenditorialità, calcolato come rapporto tra imprese attive e popolazione residente, risulta pari a 10,1%, ovvero 10,1 imprese ogni 100 abitanti; il dato è nettamente superiore a quello dell'Emilia-Romagna (9,0%) e Italia (8,5%). Nella classifica provinciale nazionale tale indice si piazza al 17° posto mentre in quella regionale al 1°. Nel confronto di medio periodo si assiste ad una diminuzione dell'indice che passa dal 10,6% del 2013 al 10,1% del 2018, come effetto sia del calo delle imprese attive che dell'aumento della popolazione di riferimento.
Per ciò che riguarda il tasso di sopravvivenza, cioè quante imprese attive sopravvivono ad una certa data rispetto alla loro iscrizione, i risultati provinciali (e non solo) sono più bassi a mano a mano che aumenta la distanza temporale; infatti, nel 2018 sono attive il 77,8% delle imprese iscritte nel 2017, il 68,5% di quelle iscritte nel 2016 e il 62,7% di quelle nate nel 2015. Il risultato è peggiore sia del dato regionale (81,0% di attive iscritte nel 2017, 73,7% di attive iscritte nel 2016 e 66,8% di attive nate nel 2015) che del dato, eccetto quelle iscritte nel 2017, nazionale (77,1% di attive iscritte nel 2017, 71,9% di attive iscritte nel 2016 e 65,7% di attive nate nel 2015). Nel confronto di medio periodo il tasso provinciale 2018 risulta migliore, nel senso che nel 2013 erano attive, in percentuale, meno imprese iscritte nei tre anni precedenti (nel dettaglio, il 76,3% di imprese iscritte nel 2012, il 65,5% di imprese iscritte nel 2011 e il 60,7% di imprese nate nel 2010).

In tale contesto si inserisce l'indicatore, elaborato nel 2018, rappresentato dalla vita media delle imprese, con risultati, però, non soddisfacenti per Rimini; infatti, con 11,4 anni la vita media delle imprese provinciali è più bassa di quella delle imprese dell'Emilia-Romagna (12,9 anni) e dell'Italia (12,3 anni). Nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza all'87° posto mentre in quella regionale all'ultimo.
In merito all'indice di fallimento, calcolato come rapporto tra il numero dei fallimenti in un anno e la consistenza media delle imprese attive nell'anno di riferimento, in provincia di Rimini, nel 2018, vi sono state 1,8 imprese fallite ogni 1.000 imprese attive; il valore è più alto rispetto a quello regionale (1,7 fallimenti per 1.000 imprese) ma inferiore a quello nazionale (2,0 fallimenti per 1.000 imprese). Nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 55° posto mentre in quella regionale al 7° (dopo Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, alla pari, e Forlì-Cesena, Bologna e Ferrara, anch'esse appaiate). Nel confronto di medio periodo si assiste ad un miglioramento dell'indice che passa dal 2,1‰ del 2013 all'1,8‰ del 2018, come conseguenza sia del calo del numero dei fallimenti che della diminuzione della consistenza delle imprese attive.

Riguardo al tasso di crescita, calcolato come rapporto tra la differenza delle iscrizioni e cessazioni (al netto di quelle d'ufficio) in un anno e la consistenza delle imprese registrate alla fine dell'anno precedente, nel 2018 il dato provinciale è stabile, a differenza sia del dato negativo regionale (-0,2%) che di quello positivo nazionale (+0,5%). Nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 63° posto mentre in quella regionale al 2° (dopo Bologna, al pari di Modena). Nel confronto di medio periodo si assiste ad un lieve peggioramento del tasso che passa dal +0,5% del 2013 allo 0,0% del 2018, dovuto, in particolare, alla diminuzione delle iscrizioni di impresa. 

Altro indicatore interessante, che misura anche il grado di innovazione provinciale, è rappresentato dal numero dei brevetti depositati dalle imprese (invenzioni, disegni e modelli, modeli di utilità). Nel dettaglio, nel 2018, i dati di Rimini parlano di 2,2 brevetti ogni 1.000 imprese attive, inferiore a quello di Emilia-Romagna (3,7) e Italia (2,5); nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 20° posto mentre in quella regionale al 5° (dopo Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia). Nel confronto di medio periodo si riscontra un peggioramento dell'indice che passa dal 2,7‰ del 2013 al 2,2‰ del 2018.

Per ciò che riguarda la propensione al credito alle imprese, calcolato come rapporto tra prestiti alle imprese e depositi delle stesse, nel 2018 il dato provinciale risulta pari a 254,6%, superiore al dato sia regionale (222,9%) che nazionale (221,8%); nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 40° posto mentre in quella regionale al 3° (dopo Ravenna e Forlì-Cesena). Nel confronto di medio periodo si riscontra un peggioramento dell'indice, causa la ristrettezza del credito di questi anni, che passa dal 612,6% del 2013 al 278,9% del 2018.

In ultimo, un accenno alle assunzioni di difficile reperimento, cioè qual'è la percentuale di queste sul totale delle assunzioni programmate; nell'anno 2018, in provincia, tale quota si assesta al 23,2%, più bassa del dato regionale (29,8%) e nazionale (26,3%). Nella classifica provinciale nazionale tale indicatore si piazza al 37° posto mentre in quella regionale al 1°; il dato, tutto sommato, risulta positivo e dimostra una buona propensione delle imprese riminesi nel trovare il personale di cui necessità.