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A Novafeltria è arrivato "Semplicemente fotografare Live". Ottimo riscontro di pubblico per il primo weekend

Il maltempo non ha spaventato i visitatori e anche i laboratori pratici e le presentazioni di libri sono state frequentati con vivo interesse.

Eventi Novafeltria | 17:35 - 24 Settembre 2019 Foto Muro, ©cito Foto Muro, ©cito.

Si è chiuso con un ottimo gradimento di pubblico il primo, densissimo, weekend del Semplicemente fotografare Live. Il programma di questa sesta edizione è uno dei più ricchi nella storia di questo festival, nato in sordina nel 2014.
Le sessanta mostre sono state aperte al pubblico venerdì sera e visitate intensamente sia sabato sia domenica. Il maltempo non ha spaventato i visitatori e anche i laboratori pratici e le presentazioni di libri sono state frequentati con vivo interesse.
Il festival prosegue il prossimo fine settimana: le mostre rimarranno visitabili fino a domenica 29 e l’agenda degli incontri con gli autori e dei laboratori prevede molti altri appuntamenti interessanti.
Al centro del programma di sabato c’è stata la premiazione del miglior progetto in mostra.: Il riconoscimento se l’è aggiudicato Stefano Pia, con il suo progetto Non è l’America. Questo è un lavoro romantico e artisticamente maturo su Mogoro, il comune oristanese della sua Sardegna, distante poco più di un sogno dal Far West nei sogni dei bambini.  Com’è prevedibile questa sarà una delle mostre più visitate anche nel prossimo weekend.
Un premio speciale è stato, invece, assegnato a Gabriele Chiesa, esperto di storia e riconoscimento degli antichi processi fotografici da sempre presenza fissa del Semplicemente Fotografare Live, per la sua preziosa e opera di diffusione della cultura fotografica. Qui il programma completo.

Dovendo progettare una visita veloce bisogna certamente fare in modo di non perdere almeno le cose che hanno riscosso il maggior gradimento. Eccole:
Francesco Comello (Yo Soy Fidel una mostra, un libro) che ha commosso i visitatori della mostra, ma anche il pubblico presente alla presentazione del libro, con il racconto della genesi del suo viaggio a Cuba per i funerali di Fidel Castro e del suo successivo ritorno su quell’isola per seguire le tracce di Saverio Tutino. Questo intellettuale italiano, ex partigiano ed amico di Castro, aveva lasciato centinaia di racconti e indicazioni nelle lettere che inviava alla figlia Barbara che, bambina, le riceveva in Italia. Queste lettere inedite, insieme alle fotografie di Comello e a testi altrettanto inediti di Barbara Tutino e dell’intellettuale cubano Norberto Fuentes sono riprodotti, per la prima volta nel volume di Comello. Una mostra che vale certamente la pena di vedere.
Pasquale “Pas” Liguori ha portato in mostra il suo importante e rigoroso lavoro sulle borgate romane e presentato il libro ImpAsse nel quale mostra in parallelo la genesi e lo sviluppo di una borgata popolare romana e di un simile quartiere dell’ex Germania orientale.
Federico Arcangeli ha presentato Pleasure Island, il suo libro dedicato a quell’isola del piacere che è Rimini. Grazie ai suoi scatti il pubblico ha incontrato personaggi felliniani, in situazioni grottesche e divertenti, coppie che ballano e si stringono, in rituali amorosi che durano il tempo di una notte svanendo all’alba, ed eterni giovani, che come in una piccola isola che non c’è, non invecchiano mai.
Francesco Cito (Il Muro) è un Fotogiornalista che “non molla”, scomodo e ostinato con il chiodo fisso di Israele e dei Palestinesi e si è spesso pronunciato criticamente nei confronti del governo israeliano.. Il muro cui fa riferimento  proprio, quello che tocca il villaggio di Jayyus, a nord della Cisgiordania e costituisce una barriera di separazione fra Israele e la Cisgiordania.
La mostra ha già suscitato discussioni accese prim’ancora di essere inaugurata e ciò sia a causa delle fotografie, intenzionalmente visto soltanto dal lato palestinese, sia per il testo che l’accompagna, scritto di pugno dello stesso Francesco Cito che incontrerà il pubblico sabato 28 settembre alle ore 18.
Lorenzo Zoppolato (Cronache immaginarie di un domatore di cavalli) nella quale l’autore narra con una fantastica tecnica fotografica le vicende visionarie di un domatore di cavalli: un racconto nel quale la realtà si mescola con l’immaginazione e le fotografie sono il mezzo per accedere a questo immaginario.
Gabriele MazzaVittorio Giardi (European Ramadan) Mostrano l’Islam Europeo della Bosnia Erzegovina che per secoli ha avuto un ruolo importante nel cuore stesso del nostro continente ed è intrinsecamente familiare all’Europa di oggi. Gli autoctoni europei posseggono un’identità islamica specifica, frutto di un’esperienza culturale unica e piuttosto diversa da quella aggressiva e militante che conosciamo dai telegiornali.
Simone Cerio (Religo) è una mostra ideata per creare una connessione diretta e accessibile tra le comunità Lgbt credenti italiane e internazionali. Nel corso di 5 anni di ricerca sono stati raccolti materiali audio, video, foto e documenti con la finalità di offrire una visione approfondita sul tema.
Un viaggio tra le comunità Lgbt credenti italiane, con lo scopo di analizzare il tema dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere all’interno delle Chiese Cristiane. Un progetto finanziato dall’Associazione Cammini di Speranza tramite il supporto di Open Society Foundation.