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"Spia" la posta elettronica del suo ex direttore e manda le email, assolto 49enne

L'uomo doveva rispondere anche di una e-mail, inviata a un quotidiano locale, dove esprimeva considerazioni non lusinghiere sull'ex direttore

Cronaca Rimini | 15:45 - 24 Settembre 2019 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Un 49enne originario della Lombardia, residente a Rimini, ex dipendente di una nota azienda di software, si è ritrovato a processo accusato di aver "spiato" la posta elettronica del suo ex direttore, dopo avergli impostato in precedenza un account su Microsoft Outlook. Ma non solo: l'uomo doveva rispondere anche di una e-mail, inviata con quell'account a un quotidiano locale, nella quale esprimeva considerazioni non lusinghiere sull'ex direttore, spacciandosi per lui. Una vicenda che si è conclusa con l'assoluzione dell'imputato, difeso dall'avvocato Paolo Ghiselli, a fronte anche di accuse di reato particolarmente rilevanti.

IL PROCESSO

Il 49enne doveva rispondere di trattamento illecito dei dati, di sostituzione di persona (per l'invio dell'e-mail), di diffamazione e di introduzione in sistema informatico. Quest'ultimi due capi d'accusa sono caduti a seguito della remissione di querela. Rimanevano le prime due accuse, dalle quali è stato assolto rispettivamente perché il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto. La denuncia del direttore era partita quando questi si era accorto di un'anomalia, del fatto che la casella di posta in questione fosse piena. Il 49enne si è discolpato dicendo che era stato incaricato di creare l'indirizzo di posta elettronica. Lo aveva configurato anche su un proprio computer per verificare il corretto ricevimento e invio delle e-mail. Una volta cessato il rapporto di lavoro, si era dimenticato di disattivare l'account. A suo favore ha giocato anche il fatto che né il direttore né la ditta avessero riportato un danno.