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Riccione: iscrizione all'anagrafe negata a un richiedente asilo, ma il ragazzo vince il ricorso

Il richiedente si era rivolto allo sportello di Rimini di Avvocato di Strada Onlus, proponendo ricorso d’urgenza al Tribunale di Bologna

Attualità Riccione | 14:47 - 23 Settembre 2019 Giovani immigrati Giovani immigrati.

Come già avvenuto in precedenza a Bologna, Lecce e in altre città italiane, il Tribunale di Bologna ha accolto il ricorso di un richiedente asilo, il quale si era visto negare la richiesta di iscrizione nei registri anagrafici. In questo caso, la risposta negativa era arrivata dal Comune di Riccione, che aveva ritenuto di applicare la normativa del Decreto sicurezza, entrato in vigore nell’ottobre 2018. Il ragazzo, accolto presso un Cas, si è dunque rivolto allo sportello di Rimini di Avvocato di Strada Onlus, proponendo ricorso d’urgenza al Tribunale di Bologna. Davanti al giudice si è presentato sia il comune di Riccione, che ha deciso di resistere in giudizio a sostegno della propria posizione, che il Ministero dell’Interno, intervenuto successivamente nel procedimento. Tuttavia il Tribunale ha accolto le ragioni del richiedente asilo e di Avvocato di Strada, ribadendo che il Decreto sicurezza non impedisce l’iscrizione in anagrafe dei richiedenti asilo. Ora il Comune di Riccione sarà tenuto a rispettare questa decisione e consentire al ragazzo di ottenere la residenza.

“Una decisione giusta e ineccepibile quella del Tribunale di Bologna” – commentano gli avvocati Wild e Manisi di Avvocato di Strada Rimini, difensori del richiedente asilo con il supporto dell’avv. Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada. “Fin dal principio abbiamo sostenuto che questo divieto contenuto nel Decreto sicurezza, oltre ad essere formulato male, fosse del tutto irragionevole. Vietare ai richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe non ha alcuno scopo se non impedire di esercitare di fatto numerosi diritti fondamentali. Ma in questo modo diventa molto più semplice finire in circuiti illegali, si favorisce l’insicurezza a discapito delle intenzioni. In attesa di capire come si muoverà in futuro il nuovo governo, ora auspichiamo che sulla scorta di quanto già accaduto a Bologna con il sindaco Merola, il comune di Riccione – che ha deciso di difendere anche in Tribunale la propria posizione (a differenza del comune di Rimini in un altro caso ancora non deciso) – consenta l’iscrizione anagrafica di chi si trova nel suo territorio, senza necessità di proporre altri ricorsi. Sarebbe una scelta saggia e che eviterebbe ulteriori dispendio di risorse ed energie”.