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Anniversario delle Liberazione, ecco la teca con la medaglia commemorativa dei Tre Martiri

La medaglia è stata donata dalla famiglia a tutta la cittadinanza riminese

Attualità Rimini | 15:11 - 20 Settembre 2019 Il sindaco Gnassi con i parenti del martire Luigi Nicolò e Valter Vallicelli, presidente ANPI Rimini Il sindaco Gnassi con i parenti del martire Luigi Nicolò e Valter Vallicelli, presidente ANPI Rimini.

Ha preso avvio questa mattina (venerdì 20 settembre) la cerimonia commemorativa del 75° Anniversario della Liberazione di Rimini. Il sindago Andrea Gnassi ha presentato ufficialmente la teca contenente la Medaglia d'Oro al Valor Civile del Comune di Rimini e la medaglia d'oro commemorativa consegnata dall'Amministrazione comunale di Rimini alle famiglie dei Tre Martiri.


La Teca multimediale


La teca multimediale contenente la Medaglia d'Oro al Valor Civile del Comune di Rimini e della medaglia d'oro commemorativa consegnata dall'Amministrazione comunale di Rimini alle famiglie dei Tre Martiri e gentilmente concessa dai fratelli Pierpaolo e Gilberto Capelli, nipoti del martire Luigi Nicolò, che con un atto di generosità hanno deciso nei mesi scorsi di far tornare nelle disponibilità del Comune di Rimini, per essere esposta all'intera collettività riminese. Dotata di un display multimediale, sarà in grado di illustrare la storia di quelle onereficenze e con essa il tributo di sangue che l'intera Città di Rimini fu chiamata a pagare col passaggio del II Conflitto mondiale, sarà esposta in memoria anche di Luigi Nicolò, Adelio Pagliarani e Mario Capelli trucidati all'alba del 16 agosto 1944 nel luogo poi intitolato al loro eccidio.


La Medaglia d'Oro al Valor Civile del Comune di Rimini


Era il 16 gennaio del 1961 quando il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi firmò il decreto che attribuiva alla Città di Rimini la Medaglia d'Oro al Valor Civile. "Fedele alle sue più nobili tradizioni - si legge nella motivazione - subiva stoicamente le distruzioni più gravi della guerra e prendeva parte validissima alla lotta per la liberazione, attestando, col sacrificio eroico di numerosi suoi figli, la sua purissima fede in una Italia migliore, libera, democratica" . Fu una giornata storica quando, nel 1° settembre 1962, il Gonfalone comunale fu fregiato della medaglia per l'altissimo prezzo pagato dalla comunità riminese  per il passaggio del Fronte della seconda Guerra mondiale, quando Rimini in dieci mesi, dal novembre 1943 al settembre 1944, fu colpita da 396 bombardamenti aerei, navali e terrestri che distrussero l'82% del suo patrimonio edilizio. 607 furono poi i civili caduti o dispersi dal 1940 al 1944. 


La Medaglia d'Oro commemorativa consegnata alle famiglie dei Tre Martiri


Dopo 62 anni è tornata nelle disponibilità del Comune di Rimini per essere esposta all'intera collettività riminese la medaglia d'oro che lo stesso Comune consegnò a ciascuna delle famiglie dei Tre Martiri nell'anniversario del loro sacrificio il 21 settembre del 1957.

Fu infatti nel corso di un Consiglio comunale, riunito in sessione straordinaria nel XIII anniversario della Liberazione di Rimini, che "Il sindaco avv. Veniero Accreman – si legge nel verbale della seduta – dichiara aperta la seduta spiegando ai Consiglieri e al numeroso pubblico che gremisce la parte della sala ad esso riservata che lo scopo dell'odierna convocazione del massimo Consesso Cittadino è quello di celebrare il XIII anniversario della Liberazione di Rimini dai nazifascisti e del suo ritorno alla libertà dopo tanto calvario di sofferenze e distruzioni dovute per causa loro subire." Una seduta commovente e di grande partecipazione emotiva a cui portarono il proprio contributo tutti i protagonisti della vita sociale e politica di allora.

Nelle foto in bianco e nero che raccontano quella seduta tra i tanti partecipanti anche il signor Gilberto Capelli, che oggi ha ritenuto più giusto che quel riconoscimento della Città a suo zio Luigi Nicolò, trucidato all'alba del 16 agosto 1944 insieme a Adelio Pagliarani e Mario Capelli nel luogo poi intitolato al loro eccidio, torni a disposizione dei riminesi attraverso la presa in consegna del Comune di Rimini per la conservazione presso i Musei Comunali in attesa di essere esposta in una sede comunale ritenuta idonea alla sua valorizzazione.

Le tre medaglie d'oro portanti in conio l'emblema gentilizio della Città portano sul retro la scritta incisa "Rimini alla memoria dei suoi figli caduti per la libertà d'Italia e la giustizia sociale".

Il 9 ottobre 1944, tra i primi atti della Giunta municipale a pochi giorni dalla Liberazione deliberò di cambiare il nome di piazza Giulio Cesare in piazza te Martiri e sul luogo preciso del patibolo furono collocate sul selciato tre piastrelle bianche