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Nuovo Centro servizi per la pesca a Rimini: comune e regione a caccia di fondi ministeriali

L'assessore Caselli e il sindaco Gnassi hanno inviato una lettera alla ministra Bellanova per chiedere compartecipazione

Attualità Rimini | 14:40 - 18 Settembre 2019 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Con la firma di Simona Caselli, assessore regionale ad agricoltura, caccia e pesca e del sindaco Andrea Gnassi è partita ufficialmente la richiesta al nuovo ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Teresa Bellanova affinché anche il governo si impegni nella realizzazione del progetto pilota "Centro servizi per la pesca", di importanza strategica per il settore produttivo della pesca, chiedendo in tempi urgenti un incontro per sviluppare un'analisi condivisa della struttura e delle sue potenzialità economiche e per individuare d'intesa con il ministero fonti di finanziamento a sostegno dell'intervento.

«La pesca è lavoro e valore per i nostri territori, e anche a Rimini, come per molte altre realtà della costa italiana, il mare è stato storicamente la fonte primaria di sostentamento», controfirmano, «tanto che la provincia è al primo posto nella classifica redatta nel settimo rapporto nazionale sull’economia del Mare in cui, oltre essere prima per percentuale di imprese della Blue Economy, è al secondo posto per incidenza del valore aggiunto generato sull’economia locale complessiva (il 13,3% con 1.170 milioni), e per l’occupazione (14,4% pari a 21.700 occupati)».

Il comparto della pesca riminese conta cento imbarcazioni da pesca e una filiera ittica in provincia con 450 imprese, con un fatturato diretto registrato nel 2017 pari a 9,7 milioni euro, relativi alla sola risorsa ittica di 17mila quintali. Gli occupati diretti sono circa 300 aderenti alla cooperativa Lavoratori del mare, più vongolari e addetti alla molluschicoltura, cui si sommano circa mille altre persone nella filiera. «Pur non essendo l’attività principale della zona costiera, rappresenta un fattore primario di ricchezza per il territorio, sia in relazione all'economia turistica e congressuale, sia per l’elevata domanda di pesce e molluschi per alimentazione e per ristorazione».

L’intera superficie in cui è prevista la realizzazione del Centro servizi della pesca è di 10 mila mq circa. L’edificio occuperà la metà dell’area di proprietà comunale, con accesso dall’area di proprietà demaniale. L’amministrazione ha condiviso con la cooperativa una prima ipotesi progettuale: le funzioni da insediare sono suddivisibili su due piani fuori terra e un piano interrato con parcheggi, ambienti di servizio, vani tecnici, depositi per le diverse attività. Per l’intervento si stima un costo di circa 14 milioni e mezzo di euro. La realizzazione della struttura «si rende pertanto a questo punto assolutamente imprescindibile».

L'importo individuato per l'attuazione dell'intervento è di una certa rilevanza, per questo l’amministrazione comunale chiede un sostegno al ministero: «Oltre alla partecipazione ai bandi del Feamp regionale che possono coprire solo in parte gli interventi, si ritiene opportuno individuare fonti di finanziamento comunitarie, o statali in grado di sostenere, almeno in parte, la realizzazione dell’opera».