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Riscoprire il Trecento riminese, incontro con Antonio Paolucci sulla chiesa di Sant'Agostino

Venerdì 20 settembre alle 17 presentazione del libro " Il Trecento riscoperto. Gli affreschi della chiesa di Sant’Agostino a Rimini"

Eventi Rimini | 10:10 - 17 Settembre 2019 L'interno della chiesa di Sant'Agostino L'interno della chiesa di Sant'Agostino.

Tra le testimonianze artistiche più eclatanti che hanno segnato la storia e l’identità della città di Rimini lungo i secoli, un posto privilegiato spetta sicuramente agli affreschi della cosiddetta scuola riminese del Trecento, conservati presso la chiesa di Sant’Agostino. Questi costituiscono una mirabile espressione dell’influenza di Giotto, attivo in città negli ultimi anni del XIII secolo, congiuntamente all’ascendenza di una più antica cultura adriatico-orientale di matrice bizantina. A questo mirabile ciclo pittorico, già oggetto in passato di particolare attenzione da parte della critica d’arte più attenta, è dedicato il recente volume dal titolo Il Trecento riscoperto. Gli affreschi della chiesa di Sant’Agostino (a cura di Daniele Benati, Silvana Editoriale, Milano 2019), promosso dall’ISSR “A. Marvelli” di Rimini, che rappresenta un’assoluta novità rispetto ai precedenti studi, sia per ampiezza e accuratezza della documentazione iconografica offerta, sia per originalità delle analisi interpretative avanzate. La pubblicazione, che nel suo nucleo più consistente raccoglie il repertorio iconografico frutto della straordinaria campagna fotografica realizzata da Gilberto Urbinati, si avvale, in una prospettiva complementare, sia di un’ampia e rinnovata analisi storico-critica degli affreschi proposta da Daniele Benati (Università degli Studi di Bologna), sia di un’approfondita quanto contestuale interpretazione teologico-simbolica e liturgica degli stessi indagata da Alessandro Giovanardi (ISSR “A. Marvelli”). Proprio questo «doppio registro analitico: quello filologico tipico della scienza storico-critica e quello dell’interpretazione simbolica», osserva opportunamente Antonio Paolucci nella sua incisiva Introduzione all’opera, costituisce “l’originalità” più feconda di questo lavoro. Per informazioni 0541-751367, www.issrmarvelli.it