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Gli educatori sociali delle scuole di Rimini precari e con scarse garanzie contrattuali: l'appello

La rete educatori Rimini e Adl Cobas chiedono il riconoscimento dei giusti livelli di inquadramento

Attualità Rimini | 15:53 - 13 Settembre 2019 Un momento della conferenza di Adl Cobas e rete educatori ed educatrici di Rimini Un momento della conferenza di Adl Cobas e rete educatori ed educatrici di Rimini.

La rete educatrici ed educatori Rimini e Adl Cobas Emilia-Romagna annunciano l'avvio di una campagna pubblica e sindacale per il riconoscimento dei giusti livelli di inquadramento e affinché siano presenti nel contratto tutte le ore effettivamente lavorate. E' quanto emerso da un incontro con l'amministrazione comunale di Rimini e una successiva conferenza stampa, indetta il 13 settembre, presso il bar Lento di via Bertola. I nuovi bandi per l'integrazione scolastica, nei comuni della Provincia di Rimini, introdurrano infatti la figura degli educatori di plesso e istituto, con il coinvolgimento di centinaia di educatori impiegati nelle scuole attraverso i contratti con la cooperativa che gestisce il servizio. Ma, rilevano la rete degli educatrici ed educatori e Adl Cobas, i contratti non riconosco i giusti livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro e in molti casi c'è una riduzione del 20% delle ore sul contratto, rispetto a quelle effettivamente svolte. "Per questi motivi vogliamo lanciare una campagna pubblica affinché si apra un tavolo sindacale per l’adeguamento delle situazioni contrattuali di centinaia di lavoratrici e lavoratori del sociale del  territorio e chiediamo che le amministrazioni comunali committenti del servizio vigilino sull’operato degli enti gestori per l’applicazione del contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali", spiegano in una nota stampa. Si evidenzia inoltre l'estrema precarietà di chi lavora nel sociale, a causa degli effetti dell'esternalizzazione dei servizi, tramite affidamento alle cooperative che vincono gare d'appalto a seguito di continui ribassi dell'offerta. Nasce così la campagna #Unaltrocontrattoèpossibile. Tanti collettivi di educatori e operatori sociali, insieme ad una rete intersindacale di base, di cui fa parte anche Adl Cobas, hanno deciso di inviare la richiesta di disdetta del contratto collettivo che scadrà a fine 2019, affinché si riapra da subito la contrattazione nazionale per un rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro contenente le richieste delle migliaia di lavoratori del settore e che parta da un processo di coinvolgimento e costruzione partecipata in tutti i luoghi di lavoro.