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Contributi intascati ed estorsioni: l'associazione della 35enne arrestata era già stata segnalata

Lo spiega il coordinamento dei centri antiviolenza della Regione: 'i nostri servizi sono assolutamente gratuiti'

Attualità Cattolica | 16:36 - 12 Settembre 2019 Violenza contro le donne (foto di repertorio) Violenza contro le donne (foto di repertorio).

"I Centri antiviolenza sono una cosa seria". Non usa mezzi termini il coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia Romagna, relativamente all'arresto della 35enne ex presidente di un'associazione di assistenza alle vittime di violenza, donne e minori. L'associazione era già stata segnalata dal coordinamento, tramite reclami, per indebito utilizzo di fondi pubblici; inoltre non è compresa nei centri antiviolenza riconosciuti dalla Regione Emilia Romagna. Nel dettaglio Paola Gualano, referente dell'associazione "Rompi il silenzio" di Rimini, spiega che i centri antiviolenza lavorano in maniera assolutamente gratuita, per offrire protezione a donne e minori. Al contrario la 35enne, secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri, offriva alle assistite dell'associazione alcuni servizi a pagamento: pedinamenti, backup dei dati dei telefoni, intercettazioni ambientali. Veri e propri servizi investigativi che lei definiva fondamentali in caso di procedimenti civili e penali.