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Doping: Cassazione annulla radiazione a vita dottor Bianchi, medico sportivo coinvolto in Anabolandia e Life Style

Ora ci sarà un nuovo verdetto davanti al giudice deontologico dei medici

Cronaca Rimini | 17:49 - 05 Settembre 2019 Doping: Cassazione annulla radiazione a vita dottor Bianchi, medico sportivo coinvolto in Anabolandia e Life Style

E' stata annullata con rinvio, dalla Cassazione, per un nuovo giudizio, la radiazione a vita dall'Ordine dei medici di Vittorio Emanuele Bianchi, medico sportivo già condannato per doping nell'ambito dell'inchiesta 'Anabolandia' condotta nel 2011 dai Carabinieri del Nas e dalla Procura di Rimini dopo un servizio di 'Striscia la notizia'. Ora ci sarà un nuovo giudizio davanti al giudice deontologico dei medici, che dovrà riunirsi senza i componenti designati dal Ministero della Sanità, come richiesto da un verdetto della Consulta del 2016 e rimasto lettera morta. Bianchi, finito agli arresti domiciliari, era stato bandito anche dal Wada, l'Agenzia mondiale antidoping, insieme a 114 medici "infrequentabili" tra i quali 61 italiani, il 54%. Nel 2017, il dottore è finito nuovamente sotto osservazione nell'inchiesta Life Style. In particolare, gli 'ermellini', a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato fuorilegge l'ingerenza da parte del 'Consiglio Superiore di Sanità' nella nomina di componenti ministeriali nella 'Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie', ha accolto il reclamo di Bianchi contro la radiazione inflittagli nel 2018 dalla 'Commissione' composta con i vecchi criteri. Dopo il verdetto della Consulta, era intervenuto anche il Consiglio di Stato che con sentenza del sei febbraio 2018 aveva annullato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 dicembre 2016 "nella parte in cui ha previsto la nomina da parte del Consiglio Superiore di Sanità dei componenti di derivazione ministeriale all'interno della Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie", "per l'assenza di indipendenza". "La mancanza di indipendenza e imparzialità - prosegue il verdetto 22301 della Suprema Corte - pur se riferibile solo ad alcuni dei componenti, si trasferisce all'organo, con conseguente nullità della decisione assunta dalla Commissione". Pertanto agli 'ermellini' non è rimasta altra scelta che "cassare con rinvio" la radiazione a vita del dottor Bianchi in quanto "emessa da organo la cui composizione è stata dichiarata non conforme a Costituzione", e ricordare alla 'Commissione centrale' "l'obbligo di deliberare in altra composizione". "E' appena il caso di soggiungere - concludono gli 'ermellini' richiamando la 'Commissione' ad attenersi ai verdetti - che ove la nuova composizione non fosse tale da assicurare il precetto imposto dalla Corte Costituzionale gli atti potrebbero essere soggetti a nuova rimessione al Giudice delle leggi".