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Violenza alle donne, a Rimini in otto mesi quasi 200 richieste d'aiuto

Per il vicesindaco Gloria Lisi, "un bollettino di guerra in continuo aggiornamento"

Attualità Rimini | 14:49 - 03 Settembre 2019 Donna aggredita (foto di repertorio) Donna aggredita (foto di repertorio).

"Un bollettino di guerra in continuo aggiornamento". Inizia così una nota del vicesindaco di Rimini Gloria Lisi, in merito al dibattito sulle persistenti violenze di genere contro le donne. Secondo la Lisi, la nuova legge a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere entrata in vigore poco meno di un mese, la legge del "codice rosso", non è sufficiente: "Io saluto con favore ogni strumento che va nella direzione di ampliare la tutela delle donne maltrattate, violate e stalkerizzate. Proprio però per la rilevanza e la delicatezza del tema, è indispensabile portare a galla senza esitazione gli eventuali vulnus normativi per dare l’opportunità a chi agisce sul campo – centri antiviolenza, Procure, Forze dell’ordine – di poter intervenire nella maniera più efficace e risolutiva, a difesa delle donne e dei minori". Per la Lisi, il principale "bug" della nuova legge è la difficoltà a individuare i casi più gravi: "bisogna dare maggiori strumenti e anche la possibilità di una formazione specifica agli organismi in prima linea, chiamati a districarsi e a rispondere alle richieste di aiuto"; in questo modo si potrebbe indirizzare l'attività di segnalazione delle forze dell'ordine alla procura.


I dati di Rimini


A Rimini dal 1° gennaio al 31 agosto sono state 198 le donne prese in carico dal Centro antiviolenza provinciale, mentre sono 16 le donne ospitate nelle quattro case del progetto Dafne, con 18 minori: "Numeri che se danno il senso dell’entità del fenomeno, sono anche il segnale di una crescente capacità delle donne vittime di violenza di chiedere aiuto, una maggiore propensione a denunciare", rileva la Lisi, che spiega: "Come Amministrazione, sempre in ottica di fare rete, stiamo lavorando insieme alla Prefettura e agli altri organi preposti per la semplificazione delle modalità operative di intervento".