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San Giovanni in Marignano: il dottor Barbaresi saluta la Casa Residenza Anziani

Nella struttura dal 1978 come medico di medicina generale

Attualità San Giovanni in Marignano | 10:24 - 02 Settembre 2019 Il dottor Barbaresi e la consegna della poesia a lui dedicata da Giorgio Tamagnini Il dottor Barbaresi e la consegna della poesia a lui dedicata da Giorgio Tamagnini.

Sabato scorso la Casa Residenza Anziani ha salutato il dottor Barbaresi che ha raggiunto il pensionamento. Presenti l’Amministrazione comunale, nelle persone del Sindaco Daniele Morelli e dell’Assessore Nicola Gabellini, i referenti Cad in particolare Raffaella Piva, il personale, gli ospiti e tutti i familiari a salutare una figura che ha accompagnato le vicende della Casa Residenza per ben 40 anni.
 
Il dott. Lorenzo Barbaresi ha infatti assunto l’incarico di Medico di Medicina Generale per tutti gli ospiti accolti, nel corso degli anni, nella Casa protetta di San Giovanni in M. nel 1978, quando ancora la struttura si trovava in via Roma. Contemporaneamente esercitava il suo lavoro di medico di base nell’ambulatorio marignanese  e quello di medico del lavoro.
 
La professionalità, le competenze e l’esperienza del dottore, hanno fatto sì che diventasse un riferimento di sicurezza e di certezza per le persone che hanno vissuto e lavorato insieme a lui.
In questo prezioso percorso, ha trasmesso il senso di appartenenza a questo servizio, rafforzando quel clima di Famiglia e di Casa che si vive entrando in struttura.
Lorenzo ha sempre accolto con grande professionalità i cambiamenti che si sono susseguiti nel tempo, dimostrando una proficua partecipazione e una leale correttezza.
A lui va un sentito ringraziamento e una profonda gratitudine per il lavoro svolto nella Casa Residenza Anziani dagli ospiti le famiglie, la Cad e tutta l’Amministrazione comunale.
 
Giorgio Tamagini, un collaboratore della struttura ha dedicato al dottore una poesia in dialetto:

Che pazienza Dutor
 
Lorenzo
Infaticabile Dutor
pront me servizie
cant’il cema drent l’uspizie.
 
Un Dutor ad cor e generos
Però l’ha un bel da fè sa tot cli spos.
 
La moi clan pensa mel
Se e su Lorenzo
L’è d’impartot com è sel.
 
Guardè can scherz
E gnenca a rid
Dli volt ui toca magnè in pid.
 
Chesa residenza
Ambultaorie
E visite se lavor
L’è pas e temp ciò
L’è dvent grand anche è Dutor.
 
L’è sucess piò dna volta
Che riv ma chesa
L’ava duvù arturnè olta.
 
Cor cor Dutor
Che i qua iè tot sé fridor.
 
Mala porta il aspeta
Inferimera e parent
Bienc tlà facia dè spavent.
 
Cum us presenta
Sla su burseta
I si sbota tot com li fa al lodle mala cvetta.
 
Dmanda te
Ca dmand anche me
Tot i vo savè.
 
Cumela chi sta mel?
In andrà a fni tl’uspidel?
 
Me an ho chera
E gnenca me
Nun avlin chi arvenza i che.
 
Lorenzo pazient
Se su fè gentil
E sa ma tot come dil.
 
Si sta mel in set o ott
Un è né virus né epidemia
Guardè da clà fnestra
E av rindì cont
Cante po' es longa na via.
 
T’un atme i se inzitì
Un cenn sla testa
Ià capì cus che e Dutor
L’ha vlù di.
 
Sun bel po' ad verità
E poca fantasia
Ho scret sta sturiela
In poesia.
 
Ann fa ad sta chesa
T’è vu e benvenut
Ades però l’è riv
È mument di salut.
 
Grazie d’ave port la tu profesion
Ades rilaste e godte la pension.
 
Grazie mille Lorenzo
Grazie ad cor
Che snà grand custenza
T’è svolt è lavor.
 
Si auguri de cumun
E la direzion dla chesa residenza
A ciap la pàla al balzo
E simpaticament
A dag la mi sentenza.
 
Tot donie ma chesa
Tot donie se lavor
Lasme di Lorenzo
Tzi ste propria un gran Dutor.