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Divieto alcol fuori dai locali di Rimini, il progetto Scintilla accende la protesta: «Limita la libertà di aggregazione»

Lo spazio di dibattito e confronto ha organizzato una protesta in piazza. Pronto il ricorso

Attualità Rimini | 06:14 - 01 Settembre 2019 Uno scatto della protesta in piazza Cavour del progetto Scintilla contro l'ordinanza anti alcol Uno scatto della protesta in piazza Cavour del progetto Scintilla contro l'ordinanza anti alcol.

Si sono ritrovati in piazza Cavour a Rimini una prima volta per protestare contro l’ordinanza anti-acool emanata il 15 giugno dall'amministrazione Gnassi. Una trentina le persone che hanno risposto all'invito del progetto Scintilla e che hanno promesso battaglia contro il divieto di consumo di alcool nelle zone del centro storico, fatta esclusione per i locali con autorizzazione. Con precise motivazioni.

«Lo spazio della nostra città è ancora una volta sottoposto a una restrizione che colpisce l'aggregazione delle persone in nome del decoro e di una città che si vuole sempre più ad un uso e consumo degli interessi turistici e privati», scrivono gli attivisti del progetto. «Non possiamo che collegare questo episodio a un altro, ovvero l’occupazione della spiaggia libera con grandi eventi, spazio che è stato e verrà tolto alla collettività anche quest'anno sia in zona porto che a Rimini Sud, con buona pace dei pochissimi spazi di litorale non in mano ad imprenditori. Crediamo che dietro queste pratiche ci sia la volontà di creare uno spazio urbano sempre più privatistico e una volontà di annullamento di tutto ciò che non è ad esso uniforme, verranno colpiti i giovani che vogliono viversi una socialità differente, cosi come sarà punita una grossa fetta di persone in situazione di fragilità sociale, ma anche chi semplicemente vive una socialità libera, in rapporti dove non si crea profitto. Per noi è importante affermare che la città appartiene a chi vive e produce i suoi spazi contro ogni rendita e speculazione».
Il provvedimento viene imputato perché «calato dall’alto senza interpellare i cittadini. Ma ricordiamoci che le istituzioni sono fatte di persone che è possibile sfidare come anche vincere. La via legale non è la sola per opporci: facciamoci sentire contro questo e contro tutti i tentativi di rinchiudere la socialità nelle quattro mura di un locale».

In un foglio che raccoglie un po’ il manifesto della protesta, sono spiegati punto per punto gli aspetti più puntuali della protesta. 

Alcol-centrismo
Il consumo di alcolici nella società si riveste di una grande componente sociale: con l'alcool si crea gruppo, la birra è una scusa per ritrovarsi fra amici. Sulla positività o negatività della cosa si potrebbe aprire un dibattito enorme, ma non è questo il punto. Il punto non è questo proprio come non è l'alcool l’oggetto dell'ordinanza, che infatti continuerà a permettere a tutti di consumare alcolici, a patto che ciò avvenga dentro un locale e non in strada, quindi un consumo fortemente prestabilito e incatentato dal commercio e dalla socialità "mainstream". L'obbiettivo è quindi colpire non la sostanza ma il suo valore aggregativo, insomma l'ennesimo tentativo di svuotare le piazze e le strade di soggetti "scomodi" che vivono una socialità alternativa.

Rimining
Con questa ordinanza la Rimini-bene, la Rimini dei proprietari e commercianti, prova ancora una volta ad imporre la propria idea di socialità standardizzata, quella dei bei localini sempre più cari e meno autentici. Una finzione costruita nell'ottica della "città vetrina" in cui ciò che importa è il godimento immediato ed effimero tutto volto al profitto. L'ordinanza sarebbe motivata da presunte istanze morali e di decoro urbano che vanno però in realtà a colpire chi, a modo suo, non si adegua a questa visione posticcia e perbenista degli spazi urbani.

Entro settembre, quindi entro i 120 giorni stabiliti per legge, il progetto presenterà ricorso pagando di sue tasche 650 euro per procedere contro questa normativa.

Progetto Scintilla
Nasce dall'esigenza che diverse soggettività provenienti da esperienze eterogenee, di avere un ambito di discussione e spazio di confronto quanto mai necessari su tematiche di attualità politica, sociale e culturale, con un occhio ben puntato sulle dinamiche che attraversano la città, il territorio e le sue contraddizioni. Volendo aprire il confronto in maniera pubblica, in una realtà che crediamo abbia bisogno più che mai di una scintilla che possa accendere nuovi fuochi. Per informazioni progettoscintillarimini@gmail.com. (f.v.)