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Pupi Avati a Riccione per ‘Il signor Diavolo’: il ritorno all’horror e il progetto su Dante. INTERVISTA

Per ‘Cinema in Giardino’ circa 500 spettatori alla presentazione del film con il regista

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Attualità Riccione | 11:59 - 25 Agosto 2019 Il regista Pupi Avati Il regista Pupi Avati.

Pupi Avati protagonista sabato sera a Riccione con il suo ultimo lavoro, “Il signor Diavolo”, presentato alla platea gremita, circa 500 gli spettatori, di  Cinema in Giardino, la rassegna cinematografica riccionese a cura di Giometti Cinema: un gran bel film che racconta, con la precisione dei dettagli (passione demoniaca per eccellenza), un'Italia che non c'è più: quella degli anni Cinquanta dove “i bambini erano immersi tra paura e sacralità”.
 
'Il signor Diavolo' tratto dall'ultimo romanzo omonimo di Pupi Avati, scritto, oltre che da lui, dal fratello Antonio e dal figlio Alvise e prodotto da Videa e Rai Cinema, è un ritorno ai demoni del passato del regista, al romanzo gotico e a quel 'La casa dalle finestre che ridono'  che è rimasto sempre nel suo cuore.
 
“Il cinema italiano ha avuto la sfrontatezza di creare i generi cinematografici – afferma il regista - noi, insieme con Deodato, Argento, Bava, Soavi, facevamo film horror - gotici che venivano venduti in tutto il mondo e ora non li fa più nessuno, perché?” E continua: “Penso che sia un film perturbante, che nasce dall’idea che il male c’è e affrontare il tema del male per il male è un concetto molto attuale”.
 
Sull’ambientazione il ‘Maestro’ ci tiene a sottolineare che è “meravigliosa, perché quelli (il nord est del Delta del Po) sono posti che di per sé suggeriscono inquietudine, fuori dal tempo”.
 
Una triste coincidenza quella che lo ha visto a Riccione in una giornata in cui il mondo del cinema piangeva Carlo Delle Piane che lo stesso Avati scoprì. Nel ’77 gli fece fare il salto di qualità, rendendolo protagonista in Tutti defunti tranne i morti, “è una giornata molto speciale – confessa - sono stato tutto il giorno al telefono, mia moglie si è anche raccomandata che bevessi e mangiassi. Carlo aveva una sensibilità grandissima e cercava di vivere la sua fisicità con ironia. Fu mio fratello che me lo presentò, cercò di convincermi a farlo recitare in un mio film facendomelo trovare in sartoria vestito da Marlon Brando, insomma..improbabile”.
 
L’incontro con la stampa è stata anche l’occasione per svelare il suo ultimo progetto, una biopic di Dante Alighieri, da anni sogno nel cassetto di Avati: "La sceneggiatura è in essere - e dovrebbe essere accolta da Rai Cinema nel 2021".
 
 
 
Servizio e intervista al Maestro Pupi Avati di Maria Assunta (Mary) Cianciaruso

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