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Vittima di stalking, donna di Talamello racconta i suoi giorni da incubo

L'agghiacciante testimonianza di una vicina donna dello stalker: "Lui è libero, io invece prigioniera"

Cronaca Novafeltria | 06:15 - 01 Settembre 2019 Vittima di stalking, donna di Talamello racconta i suoi giorni da incubo

"Non so più a che santo votarmi. Lui è libero, io invece prigioniera". Sono parole di disperazione quelle di Manuela, una donna residente nel territorio comunale di Talamello, che chiede giustizia. A renderle la vita impossibile, da più di tre anni, è uno stalker: il vicino 56enne. Un uomo arrestato il 20 agosto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, nonché porto di armi, dopo aver minacciato i Carabinieri. Condannato a quattro mesi di reclusione, è stato liberato, giovandosi del beneficio di sospensione condizionale della pena.  I Carabinieri di Novafeltria hanno chiesto comunque all'autorità un aggravamento delle misure cautelari, ritenendo il 56enne un "soggetto sempre più pericoloso e incontenibile", come riferito dall'Ufficiale a comando della stazione di Novafeltria, il Capitano Silvia Guerrini.  Attualmente il 56enne deve rispettare l'obbligo di dimora, con divieto di allontanarsi dalla propria abitazione durante la notte, e l'obbligo di presentarsi in caserma due volte alla settimana.

L'INIZIO DELL'INCUBO. L'uomo ha sul capo numerose denunce di Manuela, esasperata, preoccupata e impaurita dal suo atteggiamento violento e minaccioso. Una vicenda di stalking che si trascina dal 2016, aggravatasi nel corso degli anni. Tutto è iniziato quando la moglie del 56enne è stata allontanata dalla casa di famiglia: "Lui ha iniziato a scaricare la sua rabbia sulle vicine di casa, prendendo in particolare di mira me, che vivo da sola, con i miei cani". Nell'agosto del 2017 fu minacciata dal vicino, armato di bastone: fu fermato e arrestato dai Carabinieri. I cani della donna, secondo quanto raccontato da lei, sono stati il pretesto usato per iniziare a renderle la vita un incubo: "I cani vivono con me in casa, non avendo in giardino. Quando sono al lavoro li tengo chiusi, tengo chiuse porte e finestre, li lascio andare sul terrazzo solo quando ci sono io". In una circostanza l'uomo ha chiamato la Forestale, "ma siccome loro non potevano fare nulla perché i miei cani io li tengo in casa, ha dato in escandescenze e ha iniziato a compiere atti di autoerotismo".  Il 20 agosto ha invece chiamato il personale del 118, lamentando di essere stato aggredito e morso da uno dei cani alla gamba, per poi barricarsi in casa, rifiutando di essere visitato. A quel punto sono intervenuti i Carabinieri e il 56enne ha dato in escandescenze, urlando e impugnando il coltello, minacciando i militari. "Mi sono messa a urlare...c'è un coltello..lo aveva nascosto dietro a una scopa. E' una persona più lucida di quello che si possa pensare, ai Carabinieri ha detto che era stato morso a un occhio, poi si è corretto subito, dicendo di aver subito più morsi". Secondo quanto raccontatoci da Manuela, l'uomo è seguito dal Servizio di Igiene Mentale dell'Ausl: "Sì, gli fanno dei test, ma lui esce di casa dopo essersi ben sistemato e cambiato, poi quando torna a casa arriva con i sacchetti della spesa, pieno di birre". Anche il 20 agosto, durante il blitz dei Carabinieri, dava segnali di stato di alterazione, probabilmente dall'uso di alcool. "Ma le minacce me le ha fatte, negli anni, anche quando era pienamente lucido".

L'APPELLO. "E' una situazione delirante - ci spiega amareggiata - mentre era posto in stato di arresto, mi ha minacciata dicendo che me l'avrebbe fatta pagare: a me, per tutti. Come faccio a tornare a casa, ogni giorno, dopo il lavoro?". Manuela chiede un intervento delle autorità giudiziarie, annunciando l'ennesima denuncia, descrivendo nel dettaglio il calvario che l'ha costretta a fare ricorso anche all'uso di sonniferi e tranquillanti. "Non sono tutelata dalla legge italiana. Hanno aumentato anche le pene per i casi di violenza alle donne, ma questo soggetto continua a minacciarmi, imperterrito".