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Rimini Calcio, Grassi: 'Con Nicastro c'erano accordi diversi. Mi fido di questa rosa e dello staff'

Il legale Brugioni: 'Niente opzioni, vogliamo garanzie certe'. Conferenza stampa con epilogo caldo

Sport Rimini | 15:14 - 22 Agosto 2019 Da sinistra l'avvocato Gianluca Brugioni e il presidente del Rimini Calcio Giorgio Grassi Da sinistra l'avvocato Gianluca Brugioni e il presidente del Rimini Calcio Giorgio Grassi.

 
Ogni conferenza stampa del Rimini Calcio riserva sorprese ed è stato così anche questa volta, con un epilogo un po’ caldo quando ha preso la parola prima un tifoso e poi mister Renato Cioffi per replicare a considerazioni, domande sulla rosa, sugli under e su giudizi non di suo gradimento. Un siparietto di cui avremmo fatto volentieri a meno, che testimonia il clima che aleggia attorno alla squadra.
Venendo alle vicende societarie, su cui c'era e c'è il maggiore interesse, il legale di Grassi Luca Brugioni, ha spiegato che la trattativa con Nicastro si è interrotta perché a fronte di una prima intesa verbale suggellata dal bonifico di 20 mila dollari (i soldi sono stati restituiti), successivamente il contratto preliminare proposto dai consulenti di Nicastro contenevano clausole che non potevano essere accettate nell’interesse del Rimini. Quindi Brugioni ha aggiunto che a tutti i potenziali acquirenti si chiedono garanzie certe (fideiussioni), insomma le opzioni d’acquisto non sono gradite – è il caso di Rota-Samorì -  perché lasciano incertezza nel caso di possibile rinuncia dell’acquirente in corso d'opera. E Grassi ha puntualizzato: “L’esperienza ci dimostra che chi entra con il 20-30% fa come i topi nel formaggio: poi se lo mangia tutto”. Insomma, come si immaginava da più parti, la realta è stata diversa dallo scenario che il patron immaginava mentre dava carta bianca sul lato tecnico al suo interlocutore. 
Da parte sua il patron Giorgio Grassi, pur avendo glissato alla domanda quanto questi valzer di tecnici e giocatori gli siano costati e se tornasse indietro rifarebbe tutto, ha spiegato che comunque in questa vicenda c’è un aspetto positivo: “Mi è stato fatto un bellissimo regalo perché mi ritrovo a lavorare con persone davvero brave: sono contento dello staff tecnico composto da persone più brave di quello che mi immaginavo. Abbiamo un’ossatura importante, con giocatori di esperienza, e un gruppo di nove giovani che ci daranno una mano per i contributi. Rispetto all’anno scorso abbiamo contenuto i costi. Ho fatto un patto di ferro con questo staff: tutti hanno deciso di giocare per me quest’anno perché hanno capito che sono una persona che lo merita. Io farò di tutto per fare un campionato all’altezza delle nostre possibilità. Tutti hanno grandi motivazioni, vedo una grandissima armonia in tutti e il mercato non è finito”.
E mister Renato Cioffi, prima di scatenare il caos, riserva al suo datore di lavoro parole dolci: “In questa situazione se fossi un tifoso, vista la crisi che c’è nel calcio, pregherei il presidente di rimanere perché non ci sono persone come lui”.