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Il nucleo fragilità anziani ha raccolto 700 telefonate in due mesi d'estate per il forte caldo

Quattro gli interventi, ma non c'è stata nessuna emergenza, riporta l'amministrazione comunale di Rimini

Attualità Rimini | 13:15 - 12 Agosto 2019 Anziano accaldato (foto di repertorio) Anziano accaldato (foto di repertorio).

Continua il grande caldo nel territorio riminese che, dopo una delle domeniche più calde dell'anno, registra un lunedì diviso tra il caldo torrido delle zone interne (la stazione di Ponte Santa Maria Maddalena-Novafeltria, registra alle 13 una temperatura di 33.8° e un'umidità del 47%) e quello afoso della costa (nelle varie stazioni di Rimini temperature tra i 29 e i 30° ma con tassi di umidità tra il 70 e l'80%).  Le temperature massime subiranno da domani una diminuzione più significativa nella giornata di mercoledì, mantenendosi poi attorno ai 30 gradi, garantendo un ferragosto più sopportabile.

Nucleo fragilità operativo anche di domenica

Come previsto, quella di ieri è stata la domenica più calda dell'anno. Per questo il Nucleo fragilità anziani del distretto nord di Rimini è rimasto operativo (normalmente il servizio domenicale viene svolto tramite il 118), garantendo sostegno diretto agli anziani più soli del territorio.

Settecento telefonate, 4 interventi ma nessuna emergenza

Da giugno ad oggi sono state 700 le telefonate effettuate nel distretto di Rimini nord. 4 finora gli interventi effettuati, ma si tratta di servizi di carattere sociale, nessuna emergenza sanitaria. Visite a casa per anziani soli che, spesso, hanno più bisogno di essere rassicurati che di interventi medici. Un aspetto che negli anni si è caratterizzato sempre più, affiancando al carattere sanitario quello sociale e relazionale per una fascia di età che, spesso, coincide con una maggiore esposizione alla solitudine, soprattutto in queste settimane.
Ad essere monitorati, in particolare, continuano ad essere gli anziani sopra i settantacinque anni di età che, nel territorio riminese, sono superano i 26 mila. È questo il target di riferimento, tra cui vengono individuati i casi più a rischio a cui vengono effettuate le telefonate, rientranti nella cosiddetta "mappa delle fragilità", realizzata ad inizio anni 2000 e puntualmente aggiornata ogni anno.