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Il segretario Cgil Landini a Rimini e Cesenatico su turismo e lavoro stagionale. Intanto il governo paventa crisi

La campagna nazionale #backstage rivendica sottolinea i diritti base dei lavoratori

Attualità Rimini | 09:09 - 09 Agosto 2019 Il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini a Rimini Il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini a Rimini.

di Francesca Valente
Proprio nel giorno in cui il ministro dell’interno Salvini ha cercato di aprire alla crisi di governo, probabilmente sostenuto dalle proiezioni di voto che danno la Lega il partito vincente (con una percentuale che oggi si attesta tra il 32 e il 37 per cento) con l’ipotesi di una coalizione con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini ha fatto tappa prima giovedì 8 agosto a Rimini e poi a Cesenatico per sostenere e lanciare anche dal territorio romagnolo la campagna “#Backstage” per difendere i diritti dei lavoratori stagionali nel settore turistico.  Il banchetto è arrivato una settimana dopo l’approdo in riviera della mobilitazione nazionale “Mai più sfruttamento stagionale”, lanciata da diversi attori, tra cui anche l’Unione sindacale di base.

Accolto da un pubblico entusiasta costellato da maglie rosse (il colore della Cgil e lo sfondo della campagna), Landini ha dedicato una ventina di minuti a trattare i temi non soltanto del lavoro stagionale, pieno di problemi, di intromissioni e di contraddizioni in ogni parte d’Italia, ma anche per tracciare una panoramica del Paese di oggi, perché se non ci sono investimenti pubblici, lotta all’evasione e alla criminalità organizzata e se non si applicano i contratti nazionali, i problemi non saranno soltanto nel lavoro, ma nella società tutta.

«La qualità del turismo dipende dalla qualità del lavoro e delle condizioni di chi lavora», esordisce al microfono appena usato dalla segretaria generale della Cgil Rimini Isabella Pavolucci di fronte a una settantina di persone tra accorsi e passanti, «lavoro nero, orari pesanti, infiltrazioni della criminalità organizzata, visione frammentata del sistema degli appalti sono solo alcuni dei problemi legati al turismo in riviera. Servono idee di investimento e politiche industriali che mettano al centro il lavoro». Per Landini bisogna «applicare i contratti nazionali e cancellare quelli pirata, fare leggi che garantiscano questi diritti. Bisogna chiedere al governo che faccia assunzioni negli organi che devono controllare. Un lavoro che non ha diritti non è un lavoro». Ma le questioni sono trasversali: «C'è bisogno di un piano straordinario che estenda le opere che mancano. C'è poi il problema delle infrastrutture sociali, di asili, di scuole, di ospedali, di manutenzioni». E proprio mentre Landini si sposta da Rimini a Cesenatico per partecipare al banchetto informativo allestito a Gatteo a Mare nella prima zona pedonale serale, esce la notizia sulla potenziale crisi del governo giallo-verde: «Siamo in campagna elettorale da un anno, è ora di smetterla. Il problema non è solo la Tav, ma il fatto che metà paese non ha nemmeno le ferrovie». Il segretario traccia infine un manifesto di buon governo: «Serve una legge di stabilità, un piano nazionale di investimenti, una lotta vera all'evasione fiscale. Non si può lavorare ed essere poveri».