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Sulla spiaggia di Rimini una raccolta firme: 'basta pesche spagnole spacciate per italiane'

L'iniziativa di Coldiretti riguarda tutti i prodotti agricoli ed è in programma sabato 10 agosto al bagno Tiki 26

Attualità Rimini | 12:49 - 08 Agosto 2019 L'iniziativa di Coldiretti al Bagno 26 di Rimini (al centro il titolare Gabriele Pagliarani) L'iniziativa di Coldiretti al Bagno 26 di Rimini (al centro il titolare Gabriele Pagliarani).

Una petizione denominata "Stop cibo anonimo" per chiedere alle istituzioni europee di rendere obbligatoria l'indicazione di origine degli alimenti e per sensibilizzare la cittadinanza a consumare prodotti made in Italy. L'iniziativa di Coldiretti arriva sabato 10 agosto, dalle 10 alle 12, sulla spiaggia del Bagno Tiki 26 di Rimini; i bagnanti sono invitati a partecipare e ad aderire alla raccolta firme per la tutela del cibo italiano e della salute dei consumatori. Durante la mattinata verranno distribuite pesche del territorio riminese che i turisti potranno gustare sotto l'ombrellone. E proprio la pesca è l'esempio portato da Anacleto Malara, direttore di Coldiretti Rimini: nel 2018 le importazioni dalla Spagna all'Italia di questo prodotto hanno fatto registrare un aumento del 66%: è stato "aggredito" il mercato italiano, a danno degli stessi produttori locali. Le pesche spagnole spesso sono messe in commercio senza indicazioni della loro origine. Così il consumatore è convinto di acquistare pesche prodotte in Italia, ma non è così. “L’Italia è il Paese dell’eccellenza agricola, ma i prezzi pagati agli agricoltori non consentono, per alcune produzioni, nemmeno di coprire i costi di raccolta - evidenzia il Presidente di Coldiretti Rimini Guido Cardelli Masini Palazzi questo a causa sia di speculazioni di filiera che, soprattutto, di importazioni selvagge e non tracciate da paesi terzi, importazioni che rischiano di mettere a repentaglio la vita delle nostre imprese e la salute consumatori”.