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Marcinelle, partito da Casteldelci e mai più tornato, il 4 agosto il ricordo in Alta Valmarecchia

Casteldelci celebra la "Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo"

Attualità Casteldelci | 15:31 - 01 Agosto 2019 Marcinelle, partito da Casteldelci e mai più tornato, il 4 agosto il ricordo in Alta Valmarecchia

È giunta alla terza edizione la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo che si svolgerà a Casteldelci il giorno 4 agosto alla presenza di personalità istituzionali per ricordare i morti e gli invalidi del lavoro promossa dall’associazione Unione Minatori Valmarecchia.
La giornata assume un ruolo sempre più importante, con l’alto patrocinio della Camera dei deputati e grazie all'adesione di tante istituzioni del nostro territorio e con la partecipazione di tutte le armi : Esercito, Alpini, Cavalleria, Marina, Bersaglieri, Carabinieri e Polizia, che rendono questa giornata molto  rappresentativa a livello istituzionale
Chiediamo al Cavalier Bruno Ronconi, Presidente dell'Associazione Unione Minatori Valmarecchia perché scegliere di celebrare a Casteldelci questa giornata, ci risponde: “3 anni fa è stata depositata nel parco della Rimembranza La Grande Rosa, una lapide a memoria di Guglielmino Gabrielli che era partito da Casteldelci per andare in Belgio a far fortuna con l'intento di rientrare e costruire nel paese natale una turbina elettrica. Purtroppo il sogno di questo ragazzo, figlio di madre ignota e orfano di padre, che cercava un riscatto sociale, è stato infranto dallo scoppio nelle gallerie del Bois du Cazier a Marcinelle l’8 agosto 1956 nel quale è morto prematuramente. La nostra associazione Unione Minatori Valmarecchia vuole con questa celebrazione, in prossimità dell'anniversario della tragedia di Marcinelle, tenere viva la memoria dei giovani lavoratori emigrati morti sul lavoro all'estero. A Marcinelle esiste una lapide che ricorda i sette giovani periti l’8 agosto 1956 che provenivano dalla Valle del Marecchia.  L'Umv ci tiene ricordare anche nel nostro territorio il sacrificio di questi giovani, figli della nostra Valle, partiti per fare fortuna e per un loro riscatto sociale ma mai più tornati: bisogna ricordare e tenere alti gli ideali che li hanno guidati!”
Quest'anno in particolare sarà consegnata una targa di benemerenza al Maestro Fernando Gualtieri, ormai centenario, anche lui figlio di minatore emigrato in Francia dove ha trovato fortuna grazie alla pittura che lo ha reso celebre.