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Basket C Silver, la Santarcangiolese ufficializza il lungo Christopher Dini. E' un ritorno

'Conosco gran parte dei giocatori, la mia è stata una scelta di cuore. Al PalaSgr atmosfera unica'

Sport Santarcangelo di Romagna | 14:28 - 31 Luglio 2019 Christopher Dini con la maglia di Santarcangelo (foto Alfio Sgroi) Christopher Dini con la maglia di Santarcangelo (foto Alfio Sgroi).

E' ufficiale. La Santarcangiolese Basket ha tesserato Christopher Dini. Il suo è un ritorno dopo la stagione passata in C Gold con Rinascita Basket Rimini.
Christopher Dini, ritorni a casa solo dopo un anno e trovi un gruppo di giocatori che conosci bene. Com’è maturata questa scelta?
“Santarcangelo è casa mia. Una gran parte dei giocatori che ritrovo li conosco bene sia a livello sportivo sia fuori dal campo e sono veramente contento di avere la possibilità di condividere un altro anno con loro. La mia è stata una scelta di cuore, quindi non potevo rifiutare una chiamata di Santarcangelo. ”
La scorsa stagione, dopo un ottimo inizio, purtroppo un infortunio ad un ginocchio non ti ha permesso di terminarla. Pensi di essere pronto fisicamente e mentalmente per la nuova stagione?
“Purtroppo l’anno scorso l’infortunio non mi ha permesso di completare la stagione, ma sono cose che succedono ed è ormai acqua passata. Io mi sento pronto, non vedo l’ora di cominciare la preparazione e affrontare la nuova stagione.”
Sicuramente giocare al Flaminio davanti a tanta gente è stata una bella emozione ma anche il Pala SGR ha il suo fascino. Cosa si prova a giocare nella squadra della propria città? Ha qualcosa di speciale?
“Giocare al Flaminio davanti a tutta a quella gente è stato fantastico e colgo l’occasione per ringraziare tutti i tifosi riminesi. Il PalaSgr però è per me qualcosa di speciale, ha quell’atmosfera di casa con il calore del pubblico che si percepisce particolarmente dal campo. I tifosi santarcangiolesi sanno essere molto calorosi, anche se di numero inferiore magari a quelli del Flaminio o altri palasport più grandi. Comunque giocare nella propria città, al di là della categoria e del numero dei tifosi, è sempre speciale, perché non giochi solo per te stesso e per la squadra ma anche per quei colori della maglia con la quale sei cresciuto e diventato adulto".