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Oltre 1.600 furti di identità e frodi creditizie in Regione nel 2018, nel riminese 179 casi

A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato in quella di Bologna

Attualità Emilia Romagna | 13:30 - 29 Luglio 2019 Controlli della Guardia di Finanza, foto di repertorio Controlli della Guardia di Finanza, foto di repertorio.

Crescono, anche in Emilia-Romagna, le frodi creditizie compiute attraverso furto di identità. E' quanto emerge dalla 28/a edizione dell'Osservatorio Crif-Mister Credit sui furti di identità e le frodi creditizie secondo cui, nel 2018, sono stati più di 27.000 i casi rilevati in Italia per una perdita economica complessivamente pari a circa 135 milioni di euro. In Emilia-Romagna, spiega l'azienda bolognese specializzata in sistemi di informazioni creditizie, sono stati 1.662 i casi di frode registrati nel 2018, con un +8,1% sull'anno precedente, dato che posiziona la regione al 7/o posto nella classifica nazionale guidata da Campania, Lombardia e Lazio. A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato in quella di Bologna, con 334 casi seguita da Modena con 303; Reggio Emilia con 225; Rimini con 179, Parma con 157; Forlì-Cesena con 136; Ferrara con 129; Ravenna con 121 e Piacenza con 78. A cadere vittime delle frodi in massima parte sono uomini (il 61,6% del totale) mentre per quanto riguarda la fascia di età è quella che va ai 41 a 50 anni quella più colpita con circa un quarto delle vittime. Oggetto di frode, in particolare, il credito finalizzato con una percentuale del 72,1% con un importo medio pari a 6.400 euro. Nell'ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 32,7% dei casi ha per oggetto l'acquisto di elettrodomestici ma quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto e moto (con l'11,8% del totale), l'arredamento (9,9%), le spese per la casa (9,7%) e gli acquisti di prodotti di elettronica, informatica e telefonia (8,5%). I tempi di scoperta tendono a concentrarsi principalmente in due categorie: da un lato quasi il 54% dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall'altro continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e 5 anni prima che vengano intercettati. La maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano importi inferiori ai 5.000 euro (il 60,8% del totale), mentre le frodi con importi superiori ai 10.000 euro necessitano di tempi più lunghi per venire individuati, in particolare il 14,9% richiede oltre 5 anni.