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Effetti sulla salute dell'inceneritore di Raibano, lo studio non convince gli ambientalisti

Secondo i gruppi ecologisti, i dati dello Studio Unimore necessita chiarezza

Attualità Riccione | 18:32 - 28 Luglio 2019 Inceneritore di Raibano Inceneritore di Raibano.

Le associazioni ed i comitati presenti all'incontro avvenuto mercoledi 24 luglio in Municipio a Riccione, alla presenza dell'Assessore Ambiente Lea Ermeti, dei dirigenti e funzionari Ufficio Ambiente e dei 3 Ricercatori LCA Working Group Dipartimento di Scienza e Moetodi dell'Ingegneria Università Unimore di Modena/Reggio, Proff.ssa Anna Maria Ferrari, Ingegner Paolo Neri, Ingegner Devid Sassi, esprimono viva soddisfazione per il confronto avviato nel merito dei risultati emersi dallo Studio Unimore sugli impatti ambientali dell'inceneritore di Raibano. Nel corso dell'incontro, durato oltre 3 ore, gli ambientalisti hanno sottoposto ai Ricercatori numerosi dubbi ed interrogativi sull'impostazione delle analisi effettuate dallo Studio Alfa per conto dell'Università Unimore a cui i Comuni di Coriano e Riccione hanno dato mandato nel 2016 di indagare le ricadute delle emissioni dell'inceneritore di Raibano nell'aria, nelle acque e nei terreni circostanti l'impianto. Interrogativi ed osservazioni che i gruppi ambientalisti hanno formalizzato in forma scritta gli Amministratori riccionesi ed agli stessi Ricercatori, dai quali sono riusciti a "strappare" l'impegno di un ulteriore incontro di approfomndimento a metà settembre prossimo, monchè l'invio immediato di tabulati e dati della Ricerca considerati illeggibili. Sebbene il responso finale dei monitoraggi, reso noto a novembre 2018 dal Sindaco di Coriano in un consiglio comunale dai toni decisamente "infuocati", affermasse che i valori degli inquinati esaminati fossero tutti a norma di Legge, i gruppi ambientalisti avevano ripetutamente chiesto - ed alla fine ottenuto dal Comune di Riccione, di poterne analizzare i dati direttamente con i Ricercatori Unimore. Tra le principali perplessità emerse, compare la brevità del periodo di monitoraggio (appena 4 giorni), la limitatezza geografica dei punti di campionamento con esclusione di zone ambientalmente importanti come Scacciano, la mancanza di una valutazione complessiva dello Studio relativa all' accumulo delle sostanze inquinanti seppur riscontrate " a norma di legge", la scarsa chiarezza delle mappe dei punti -prelievo, la mancanza di analisi sulle nano polveri.

Critiche degli ambientalisti anche per la scelta dai parte dei Laboratori Alfa del "punto di bianco", ossia del luogo ritenuto "vergine" agli inquinanti rispetto le zone monitorate. "L'area del Lago Arcobaleno, in Via Murano a Riccione,– sostengono gli ambientalisti non può essere considerata un luogo "pulito"e neutro dal punto di vista degli impatti ambientali, poichè vi sono presenti circa una decina di complessi artigianali ed industriali (dalle fabbriche di agenti chimici ai magazzini di autotrasporti, dalle aziende meccaniche a quelle di trattamento dei rifiuti pericolosi e non). E' proprio in quell'area- continuano gli ambientalisti- che i Laboratori Alfa hanno registrato inquinanti (seppur non tipici dell' inceneritore) con valori fuori norma di arsenico nelle falde acquifere e una discreta presenza di idrocarburi." Confermata a fine incontro da parte dell'Assessore Lea Ermeti la volontà di collaborare con gli ambientlisti per chiarire tutti i punti ancora nebulosi dello Studio Unimore, nonché l'intenzione di proseguire con ulteriori indagini, anche di natura epidemiologica.