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Pensionato riminese avvelenato con il topicida, si indaga per tentato omicidio

L'uomo venne ricoverato all’ospedale Infermi di Rimini, in condizioni gravissime

Cronaca Rimini | 07:58 - 28 Luglio 2019 Pronto Soccorso di Rimini Pronto Soccorso di Rimini.

Un vero e proprio mistero avvolge la vicenda che vede protagonista un anziano 83enne, caso su cui la Procura sta indagando. L’uomo, che si ritrova al momento invalido, circa tre anni fa arrivò in ospedale in fin di vita con un’emorragia intestinale gravissima. I medici fecero il possibile per salvarlo e dichiararono che, a ridurre in quello stato l’allora 80enne, non poteva essere altro che una dose massiccia di topicida. Inevitabile allora fu l’apertura di un fascicolo per tentato omicidio e le indagini successive videro i carabinieri perquisire l’abitazione di campagna dove l’uomo abita con la compagna. Gli inquirenti trovarono infatti le capsule del veleno in un capanno attiguo all’abitazione. Ma come abbia fatto l’anziano ad assumere una dose così massiccia di veleno esclude categoricamente la casualità o l’errore. Successivamente l’attenzione degli inquirenti si sposta sui familiari dell’uomo: la compagna con cui vive, i due figli, una donna e un uomo. A quest’ultimo l’avvocato amministratore dei beni dell’anziano aveva chiesto di pagare l’affitto della casa che occupa a titolo gratuito, proprietà appunto del padre. Respingendo la richiesta, l’uomo si avvalse della giustificazione di una scrittura privata in sua proprietà. La vicenda arrivò in tribunale e il Pm decretò la vendita della casa: fu proprio in quel contesto che potrebbe essere avvenuto l’avvelenamento. Le indagini intanto sono in corso.