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Colazione gratis, gli abitanti di Casteldelci pronti a condividere la tavola con i turisti sportivi

Singolare iniziativa nel più piccolo comune della provincia di Rimini, ottima ricetta contro lo spopolamento

Attualità Casteldelci | 06:53 - 28 Luglio 2019 Un gruppo di cicloturisti ospiti di una famiglia di Casteldelci Un gruppo di cicloturisti ospiti di una famiglia di Casteldelci.

di Francesca Valente

Quale miglior modo di far assaporare la propria ospitalità che non offrendo un buon caffè accompagnato da qualche fetta di torta e un po' di pane, amore e marmellata? A Casteldelci ogni mese passano decine di turisti sportivi, non soltanto ciclisti ma anche escursionisti e qualche volta perfino a cavallo. E allora perché non unire la necessità di fare una pausa ristoratrice con l'offerta generosa delle famiglie del paese, pronte a rispondere alla proposta di Marco Mancini del camping Marecchia Piscina da Quinto del vicino paese di Ponte Messa di aprire le porte e apparecchiare le tavole per ospitare turisti di passaggio, italiani e stranieri. L'idea è stata abbracciata e sostenuta fin dalle sue prime battute dall'associazione culturale “D’là de’ foss” (al di là del fosso), fondata nel 2011 dall'ex sindaco Luigi Cappella, che è anche fra gli accompagnatori dei primi gruppi di ciclisti che hanno potuto testare questa nuova proposta turistica.
L’idea è piaciuta tanto che è stata già ripetuta diverse volte, fino a diventare quasi un impegno settimanale. «Turisti dalle nostre parti ci sono sempre», sottolinea Cappella, «sarebbe bello se la formula venisse replicata anche nei comuni vicini, per far assaporare l’ospitalità valmarecchiese».

In paese i b&b non mancano e l’albergo, chiuso da tempo, è stato acquistato da riminesi e sarà presto riaperto. Anche le vecchie scuole, dismesse una decina di anni fa, saranno ristrutturate grazie a un finanziamento del Gal Valli Marecchia e Conca da 90 mila euro, così da trasformarlo in una vera e propria casa vacanze da 40 posti letto per ospitare scout (che ogni anno visitano a centinaia il borgo arroccato sul promontorio castellano da cui scorga il torrente Senatello) e turisti con ogni mezzo di trasporto. 

Vi stupirà scoprire che Casteldelci è il comune più occidentale della provincia di Rimini e il più meridionale dell’Italia settentrionale. Ma è anche il più piccolo, perché conta 407 abitanti per 50 chilometri quadrati. Nonostante questo ha un ufficio postale, un supermercato (gestito dal sindaco Fabiano Tonielli), un ambulatorio medico (le cui spese di affitto e utenze sono a carico dell’Ausl Romagna), una farmacia rurale e sei cimiteri per sei frazioni. Il diacono sale da Ponte Messa (mai nome di località fu più azzeccato). Per non parlare di ristoranti e agriturismi, aziende agricole e servizi ricettivi. Chi più ne ha, anche se non si direbbe visto il numero degli abitanti.

L’età media è abbastanza alta, ma non troppo per contare una trentina tra bambini e ragazzi che devono frequentare materna, elementari e medie e ai quali «non siamo riusciti a garantire un trasporto scolastico adeguato». Fortuna che i rammarichi di Luigi Cappella, di professione medico di famiglia in pensione, non sono poi così tanti. Nativo e residente a Pennabilli ma di madre castellana. da 12 anni particolarmente legato al paese materno, tanto da andarci «tutti i giorni da pensionato per svolgere servizio volontario e per stare tra la mia gente».

Casteldelci non è un comune vittima dello spopolamento in modo così preoccupante, anche se l’andamento della popolazione sta gradualmente diminuendo da anni a questa parte. Però «si cominciano però a vedere dei ritorni», esclama con gioia, «poco fa una coppia di stranieri ha comprato casa qui e se la sta sistemando. Offriamo boschi, aria pulita, acqua cristallina e natura incontaminata. Non dico che dovremmo essere rimborsati per questo, ma che il Senatello riversi 50 litri al secondo di acqua nel Marecchia è un valore che andrebbe in qualche modo quantificato». Così come andrebbero attenuate certe burocrazie in capo a territori così periferici e difficili da vivere e da amministrare. Fortuna che non smettono di nascere iniziative come questa.