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Si avvicina il Summer pride: contro ogni discriminazione l'orgoglio omosessuale è pronto a cambiare Rimini

Appuntamento sabato alle 17 sul lungomare Tintori, direzione piazzale Fellini

Attualità Rimini | 16:23 - 25 Luglio 2019 I relatori della conferenza stampa di questa mattina per la presentazione del programma 2019 del Summer pride I relatori della conferenza stampa di questa mattina per la presentazione del programma 2019 del Summer pride.

Ormai lo sapete: sabato pomeriggio è la grande ora del Summer pride, l’evento dedicato alla “rivoluzione felice” che quest’anno cade nel 50esimo anniversario della rivolta di Stonewall a New York, la scintilla che ha fatto nascere il movimento in difesa della comunità omossessuale mondiale. I giorni anticipatori dell’appuntamento di questo fine settimana sono stati costellati da polemiche politiche, contromanifestazioni religiose e atti di intimidazione che non si possono che collegare all’approssimarsi di questo momento.

«Anche se vissuti con aria giocosa ed esuberante, i Pride sono manifestazioni importanti perché ci rendono visibili al mondo, perché ci fanno uscire dall'ombra in cui siamo stati relegati per secoli e dove ancora qualcuno vorrebbe relegarci», si legge da una nota degli organizzatori. «La visibilità è la nostra religione civile: se la nostra presenza disturba qualcuno è segno che i Pride sono ancora necessari. Recentemente un caso di omofobia proprio a Rimini ha dimostrato esattamente questo: per qualcuno è ancora inaccettabile il nostro amore al punto di contrastarlo con la violenza fisica. Sia chiaro a tutti: non subiremo più in silenzio, non ci piegheremo alla violenza e alle minacce, non ci fermeremo finché ogni persona non potrà essere liberamente se stessa».

La kermesse riminese vedrà radunarsi i manifestanti (attesi a migliaia) sabato 27 luglio alle 17 sul lungomare Tintori all'altezza di piazzale Marvelli, per poi muoversi alla volta del palco montato in Piazzale Fellini, davanti allo storico Grand Hotel, dove vi saranno ospiti e musica fino a tarda sera.

L'evento è patrocinato da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini e dai comuni Rimini, Santarcangelo, Cesena, Gradara, Cattolica e San Giovanni in Marignano. Non Rimini, come era stato polemicamente evidenziato dalla rete RiminiX.

IL MANIFESTO POLITICO DEL PRIDE

A livello amministrativo locale chiediamo:

  • L’approvazione rapida della legge contro l’omo-transfobia alla regione Emilia-Romagna;
  • La conferma del sostegno ai centri antiviolenza già esistenti e il sostegno per la creazione di centri antiviolenza anche sulle persone LGBTI+;
  • Mezzi e strumenti logistici per integrare l’azione di contrasto all’omo-transfobia a livello comunale e provinciale 
  • L’impegno a sviluppare un protocollo d’intesa per l’integrazione dei servizi e delle istituzioni a tutela delle persone LGBTI+ sul modello di quanto fatto a Reggio Emilia
  • L’approvazione di norme che impediscano di assegnare spazi pubblici a organizzazioni omo-transfobiche e che non si riconoscano dei dettati Costituzionali
  • Corsi di formazione per dipendenti pubblici e forze dell'ordine sulla gestione delle discriminazioni e delle situazioni familiari dovute all’omo-transfobia
  • Promuovere e diffondere politiche di Diversity Management anche per la macchina amministrativa
  • Favorire iniziative di formazione per un turismo accogliente e friendly, anche come motore di potenziamento dello sviluppo economico
  • Rendere permanente e visibile lo status di territorio friendly come elemento nobilitante e attraente per le persone LGBTI+, per i loro famigliari, amici e amiche, figli e figlie e per chiarire che sul nostro territorio nessuna forma discriminatoria o violenta può essere accettata. (f.v.)