Luned́ 21 Ottobre08:11:49
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Evasione fiscale, cresce il recupero evasione Imu a Riccione: oltre 6 milioni dal 2014 al 2018

A tanto ammonta la riscossione di bollette non pagate in 5 anni nella Perla verde

Attualità Riccione | 15:51 - 25 Luglio 2019 Un consiglio comunale a Riccione Un consiglio comunale a Riccione.

 Ammonta a oltre 6 milioni di euro complessivi il recupero dell’evasione Imu, tra evasori totali e bollette non pagate, emerso dagli accertamenti effettuati dall’Ufficio Tributi negli anni compresi tra il 2014 e il 2018.

Precisamente nel 2014 il recupero era di 850.368 euro per superare oltre 1 milione di euro nel 2016 fino a raggiungere il più alto recupero Imu dell’annualità 2018 con 1.737.968 euro. Questi sono alcuni dei dati che testimoniano la massiccia attività messa in campo dal Comune di Riccione sul fronte del contrasto all’evasione tributaria, resa ancora più significativa se raffrontata con gli importi di recupero Imu del 2012 con 686.000 euro e del 2013 con 453.730 euro.
 
«Abbiamo raggiunto somme di grande rilievo - afferma l’assessore al bilancio Luigi Santi - frutto di un lavoro che richiede uno sforzo sistematico, attento e rigoroso degli uffici». Proprio il fatto di essersi trovati di fronte a casi recenti e conclamati da parte di esercizi commerciali, finiti anche sulla stampa locale, «stiamo lavorando per inserire dal prossimo gennaio nel regolamento di tutti i tributi comunali la sospensione,autorizzazione rinnovo e concessione della licenza per le attività commerciali e produttive come previsto dal decreto Crescita. Ricordo che da giugno c'è un regolamento specifico che dà la possibilità ai cittadini di rottamare le cartelle esattoriali di tutti i tributi non pagati dal 2000 al 2017 in un versamento unico o dilazionato. Ogni cittadino ha quindi la possibilità di regolarizzare la propria posizione per questa fascia di annualità».

La giunta ha confermato l’importo di 250 euro per il fondo Tari il cui bando è di prossima uscita. Sempre sul versante Tari, la lotta all’elusione fiscale ha permesso di ridurre l’insoluto dal 10% degli anni precedenti al 4,40% attuali.