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Rimini Calcio, mister Cioffi: 'Non siate prevenuti, giudicatemi sui fatti. Giocheremo col 3-5-2'

Il nuovo tecnico: 'Tutti sono sotto esame, chi vuole andare via lo dica subito. Io legato a questa piazza'

Sport Rimini | 17:16 - 20 Luglio 2019 Mister Renato Cioffi col direttore sportivo Rino D'Agnelli Mister Renato Cioffi col direttore sportivo Rino D'Agnelli.

Ha annusato da giorni che il suo arrivo come sostituto di Petrone non avrebbe incendiato i cuori del tifo, e allora Renato Cioffi, il sostituto di Mario Petrone, ha chiesto di essere valutato in base ai fatti. Con una carriera quasi ventennale in panchina spesa per lo più al centro sud, con tre campionati vinti e il Master a 37 anni nel cassetto, il tecnico irpino ha spiegato di essersi fatto da solo e di aver allenato senza mai scendere a compromessi pur ammettendo in passato degli errori nelle scelte: “Per allenare tra i professionisti ho dovuto vincere i campionati, sono uno di testa dura e non sono legato ai faccendieri del calcio. Sono uno che vado a testa alta, posso dirlo con orgoglio”. 
AMO RIMINI Racconta di essere legato in qualche maniera al Rimini Calcio perché ad inizio anni Ottanta qui arrivò in Romagna il conterraneo Nando De Napoli – era il Rimini di Arrigo Sacchi – Poi un suo ex compagno di squadra, Alessandro Mastronicola, quindi Gianmarco Tedesco, che ha vinto il campionato di serie D con allenatore Marco Cari, che è stato anche un mio mister. “L’ultima volta quando ero a Bellaria per tre mesi e mezzo spesso venivo a vedere il Rimini – ricorda - . Quando sono venuto al Neri ho visto i tifosi biancorossi fare le collette, e una l’ho fatta anch’io, per poter portare avanti la squadra. Ora che c’è una società che ha rilanciato il club dai dilettanti fino ai professionisti senza fare debiti, dico tenetevi stretto Grassi: ce ne sono pochi di presidenti così”.
GLI OBIETTIVI Cioffi sa che nella costruzione del Rimini si è indietro sulla tabella di marcia. “Io quello che posso promettere è il massimo dell’impegno. Dateci un po’ di tempo, il 4 agosto c’è la Coppa Italia, che noi non potremo affrontare al massimo. Nessuno ci terrà a perdere però io devo pensare a preparare la squadra per il 25 agosto quando inizierà il campionato. Io ho intenzione di allestire una rosa che faccia divertire. L’unico che al cento per cento vuole vincere nonostante gli errori è il tecnico. A Rimini mi rimetto in gioco e chiedo un aiuto a tutti voi. Cercheremo di migliorare  il risultato della stagione scorsa”.
LA ROSA,  IL MODULO Tutti i giocatori sono oggetto di valutazione, i vecchi sotto contratto e i nuovi appena tesserati. Ci sono dei punti fermi della vecchia guardia pare di capire (Ferrani, Palma, Nava, Alimi), ma chi non se la sente dovrà essere chiaro: “Vogliamo giocatori motivati - dice il mister – chi vuole cambiare aria lo dica. Tutti sono sotto la lente di osservazione, al di là del nome e del curriculum così come magari ci saranno altri giocatori da rivalutare. Quelli che sono in prova devono dimostrare di valere il Rimini. Dobbiamo trovare la quadra nel più breve tempo possibile”.
 Il modulo sarà il 3-5-2. Confermata l’idea di dare spazio a tre, quattro under (uno dovrebbe essere il portiere). Ci sono da prendere centrocampisti, esterni in quantità, almeno una punta. “La rosa? Dovremo essere 20 più i tre portieri. Questo sarebbe l’ottimale. Spero che qualcuno del settore giovanile possa arrivare in prima squadra”. Auspicato anche un intervento sul sintetico del Romeo Neri.
Infine una curiosità. Grassi presentando mister Cioffi ne ha tessuto l’elogio tirando in ballo il curriculum ( “l’uomo giusto per il prossimo futuro del Rimini”): pareva di risentire le parole spese per Leo Acori... A Cioffi consigliamo un gesto scaramantico.
IL NUOVO DS In corso d’opera è stato presentato anche Rino D’Agnelli, il nuovo direttore sportivo (“ero stato già contattato dal presidente Grassi, che poi ha scelto Cangini”) già a Mantova con Penta e mister Cioffi. Si è liberato dalla Vastese in gran fretta per accettare la chiamata del Rimini.
“Allestiremo una squadra competitiva, dovremo fare un mercato intelligente, ma non ho paura. Siamo un cantiere aperto, d’accordo col mister la prima esigenza è di avere giocatori pronti dal punto di vista tecnico e tattico, ma soprattutto mentale – spiega -  Ho fiducia di allestire una rosa in grado di disputare un campionato dignitoso in un girone molto competitivo”.
ste.fe.