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Summer Pride: la rete "RiminiX" insorge contro i consiglieri leghisti Erbetta e Fiori e il sindaco Gnassi

Impazza la polemica attorno alla "parata dell'orgoglio" ad appena una settimana dall'evento: le parole di Manaò

Attualità Rimini | 13:59 - 20 Luglio 2019 Uno scatto di un pride, foto di repertorio Uno scatto di un pride, foto di repertorio.

Non si sono fatte attendere le repliche alle posizioni nettamente contrarie espresse dai consiglieri della Lega a Rimini Mario Erbetta e a Santarcangelo di Romagna Marco Fiori contro l’imminente Summer Pride, la “parata dell’orgoglio” non più soltanto dell’amore omosessuale, ma dell’amore senza distinzioni e di tutti i colori.

La posizione questa volta è di Rete RiminiX tramite la penna di Emilio Manaò, che non le manda a dire nemmeno all’amministrazione Gnassi: «Vogliamo parlare di quando a Rimini il PD ha negato il patrocinio alla celebrazioni dei Moti di Stonewall (il 29 giugno del 1969 presero vita le prime lotte per l'emancipazione dei diritti degli omosessuali)? Vogliamo parlare di come la giunta non si sia mai costituita parte civile in casi di omofobia? Vogliamo ricordare di quando a Rimini è stata negata l'intitolazione a una via o piazza/ rotatoria ai moti di Stonewall, concedendo invece spazio a chi come Don Benzi è sempre stato espressione e negazione del diritto all'omosessualità (a cui l’amministrazione sembra intenzionata di voler intitolare il nuovo piazzale della stazione)? La nostra rete “Riminix” è pronta a lanciare una petizione per nominare questa intitolazione e invita Arcigay a collaborare. Allo stesso tempo è un invito all'amministrazione comunale di Rimini affinché operi per i diritti e la tutela degli omosessuali 365 giorni all'anno, evitando solo di salire sulla manifestazione con il suo opportunismo ed egocentrismo senza peraltro imbandierare tutta la città con le bandiere arcobaleno».

Tornando al motivo scatenante della polemica, «siamo ben lieti che Arcigay riesca a organizzare il Summer Pride con un'enorme sforzo che deriva dalla volontà e dalla determinazione di una sola persona e cioè Marco Tonti, unitamente al gruppo che si è creato attorno. Lo stimo per l'impegno e per ciò che è riuscito a ingigantire, auspicando in vero che la manifestazione sia la manifestazione di tutti gli omosessuali e sia il meno politicizzata possibile», che invece era una delle accuse lanciate dai consiglieri leghisti.