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Aggressioni a operatori sanitari nel riminese: verso un presidio stabile della polizia

L'assessore regionale Venturi: "È inaccettabile, sempre e comunque, aggressioni sul luogo di lavoro"

Attualità Emilia Romagna | 16:32 - 19 Luglio 2019 Infermiere nella corsia, foto di repertorio Infermiere nella corsia, foto di repertorio.

La Regione è pronta a fare tutto ciò che serve e che è nelle proprie competenze per garantire, negli ospedali pubblici dell’Emilia-Romagna, la presenza stabile di agenti di Polizia, anche attraverso un impegno economico che dovrà essere definito, nelle modalità di utilizzo delle risorse, assieme alla Prefettura. E porterà formalmente la proposta in Prefettura a Bologna già la prossima settimana, durante il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza convocato nella mattinata di martedì 23 luglio. All’ordine del giorno, proprio l’esame della presenza delle forze di Polizia nei nosocomi regionali.

A farlo sarà direttamente l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, che come aveva anticipato nei giorni scorsi ribadisce l’impegno anche economico della Giunta per fronteggiare il problema.

“È inaccettabile, sempre e comunque, rischiare aggressioni sul luogo di lavoro- afferma Venturi- a maggior ragione se, come nel caso dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari, si svolge un’attività che ha una forte valenza di servizio per la collettività. L’ho detto e lo ribadisco: è necessario irrobustire la presenza delle forze di Polizia negli ospedali, e siamo pronti a fare la nostra parte anche con un impegno economico diretto, con modalità che dovranno essere definite assieme alla Prefettura, perché naturalmente la Regione può e deve agire nei limiti delle proprie competenze. Purtroppo- aggiunge l’assessore- il fenomeno si sta presentando con sempre maggiore frequenza in tutto il Paese ed è evidente che, nonostante la presenza nei Pronto soccorso delle telecamere di sorveglianza e l’importante lavoro svolto dai vigilantes, ci sia bisogno di rafforzare il presidio. Chi lavora ha il diritto assoluto di poterlo fare con serenità”.