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Primato regionale come provincia con più bambini non in regola con i vaccini, le puntualizzazioni di Gnassi

Il sindaco di Rimini insorge contro i silenti e invoca una linea unitaria di contrasto alla tendenza

Attualità Rimini | 18:10 - 17 Luglio 2019 Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi.

 Dopo il triste primato regionale come provincia con il più alto numero di bambini non vaccinati, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi sottolinea alcuni concetti basi sulla questione, come il fatto che «gli impietosi numeri divulgati dall’Ausl Romagna sull’inottemperanza all’obbligo vaccinale tra i minori di 18 anni sono una grande vergogna per la provincia di Rimini». Sottolinea più volte il termine “provincia”, perché «se sono 692 i bambini in età 0-6 anni inottemperanti per l’obbligo vaccinale, i primi dati sulle iscrizioni alle scuole materne comunali  per l’anno scolastico 2019/2020 sottolineano come nel capoluogo chi viola la legge Lorenzin si attesti a una sessantina di casi, cifra destinata probabilmente a diminuire al 31 luglio. Siamo dalle parti del 10 per cento dei 692 episodi segnalati a livello provinciale. Il Comune a fine mese non accoglierà alcuna richiesta d’iscrizione alle scuole di propria competenza in assenza di un perfetto allineamento con la legge italiana sull’obbligo vaccinale. Non ci saranno deroghe, non ci saranno sconti». Dal 24 aprile, il Comune ha erogato sanzioni per 84 mila euro a 55 famiglie per violazione dell’ordinanza sindacale. Come previsto dalla legge, se non avverranno i pagamenti si procederà all’iscrizione a ruolo, e ai relativi atti collegati (esempio, pignoramenti).

«Dispiace infine dover registrare come, a fronte di numeri così preoccupanti e imbarazzanti, evidentemente non vi sia la stessa tensione verso questo problema sanitario da parte di molti altri soggetti sul territorio. Come Comune chiediamo di essere messi a parte nelle sedi deputate in ordine alle azioni di contrasto, da parte degli altri 24 Comuni della provincia, come anche della Provincia stessa, del provveditorato agli studi, le scuole, l’ordine dei medici e quello degli avvocati, ma anche i partiti e i movimenti schierati. Questa è una richiesta ufficiale di assumere una linea unitaria di azione e contrasto, con rigore e concretezza. Ed è ufficiale anche la domanda di conoscere il numero dei casi in violazione, divisi per Comune nelle scuole di competenza (le comunali). Il silenzio non è la risposta. Nel vuoto assoluto, per ora però parlano quei numeri. Vergognosi».