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Start Romagna e la sindaca Tosi rispondono alle accuse della madre, insorta sulla stampa per la multa al figlio minorenne

L'azienda replica: «La macchinetta obliteratrice era funzionante, è obbligo del passeggero osservare le regole»

Attualità Rimini | 18:36 - 15 Luglio 2019 Studenti che cercando di salire su un autobus (immagine di repertorio) Studenti che cercando di salire su un autobus (immagine di repertorio).

A seguito alla nota trasmessa da Morena Carraretto alle redazioni locali relativa al caso di alcuni ragazzi sanzionati da Start Romagna a Riccione, l'azienda di trasporto fornisce le dovute precisazioni.

Start Romagna ha già provveduto formalmente a dare riscontro ai ricorsi pervenuti, uno dei quali a nome della Sig.ra Carraretto per conto del figlio minorenne, rigettandone dettagliatamente le motivazioni.

Secondo la normativa regionale vigente, i passeggeri sono sanzionabili qualora non esibiscano al controllo un regolare titolo di viaggio, validato e di tariffa adeguata al percorso. Disattenzione, negligenza o inosservanza delle norme e dei regolamenti in essere sono equiparate alla violazione espressamente finalizzata all’evasione.
L’obliterazione è elemento essenziale del titolo di viaggio che ne impedisce un illegittimo utilizzo multiplo. La sua assenza giustifica, quindi, la comminazione della sanzione. Nel caso specifico, dunque, i minori venivano sanzionati per “titolo non timbrato” in quanto il titolo di viaggio posseduto al momento del controllo non risultava convalidato.

Da specifici controlli inoltre risulta come nessun guasto sia occorso agli apparati di bordo del bus in questione alla data della sanzione e nei giorni immediatamente precedenti. Ai ricorrenti è stata fornita attestazione documentale del titolo di viaggio “tester” in dotazione agli agenti accertatori che dimostra che le obliteratrici erano regolarmente funzionanti. È onere del passeggero assicurarsi di osservare le regole di viaggio e di accertarsi della regolarità del proprio titolo di viaggio.

I minori sanzionati sono saliti a bordo bus in corrispondenza del Parco Aquafan, mentre il controllo è avvenuto presso il capolinea di P.le Curiel; dunque la distanza percorsa (5 km circa) ed il significativo lasso di tempo intercorso (circa 15 minuti) avrebbero consentito la convalida del biglietto (atto che richiede pochi secondi e che va eseguito all’atto della salita in vettura).

Nessuna costrizione è stata adottata nell’occasione. Il conducente, giunto al capolinea ha aperto le porte, i controllori sono saliti in vettura ed hanno controllato i presenti; dopo di che, insieme ai passeggeri, come da prassi consolidata, sono scesi in fermata per completare la stesura dei verbali.

In caso di sanzioni elevate a minori la normativa non prevede la consegna del verbale  ma il rilascio di un semplice avviso da consegnare al genitore, cui segue una successiva formale notifica a mezzo postale indirizzata al genitore a seguito di opportune verifiche presso l’anagrafe di residenza. I termini di pagamento della sanzione decorrono dall’avvenuta notifica (raccomandata con ricevuta) all’esercente patria potestà.


A queste parole aggiungiamo quelle della sindaca di Riccione Renata Tosi:


Leggere la lettera di una signora milanese che parla di “ brutta favola” e  di “ ragazzi usciti da questa vicenda molto demoralizzati e perplessi su come va il mondo” francamente spiace molto. Spiace perchè va contro all’ospitalità, alla passione e agli sforzi, che con il sorriso ogni giorno contraddistinguono i nostri operatori e la nostra città. Venire a conoscenza che dei ragazzini diretti ad Aquafan. per trascorrere una giornata di divertimento e spensieratezza, siano stati trattati “ come ladri e intimiditi dalle ripetute minacce di multe salatissime “ da parte dei controllori, francamente va ben al di là di ogni sana regola di convivenza e accoglienza. Dalle dichiarazioni emerge inoltre che i ragazzi non abbaino potuto obliterare il biglietto a causa delle macchinette fuori servizio. Sarà Start Romagna a fare le dovute precisazioni ma si è trattato di un episodio immeritato che ha offuscato la tradizionale ospitalità del sistema Romagna, oltre ad aver rovinato irrimediabilmente la vacanza di questi giovani turisti.