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Dopo 10 anni finisce in prescrizione l'incubo giudiziario di un anziano proprietario riminese e della sua inquilina

La donna non aveva voluto firmare il contratto di locazione, così il 76enne le aveva staccato le utenze

Cronaca Rimini | 19:56 - 15 Luglio 2019 Il tribunale di Rimini (foto di repertorio) Il tribunale di Rimini (foto di repertorio).

È finita in prescrizione la controversia giudiziaria tra un 76enne riminese difeso dall’avvocato Paolo Ghiselli, proprietario di un appartamento a Miramare di Rimini, e la sua inquilina, una donna rumena che lo ha denunciato 4 volte tra l'agosto 2011 e i primi mesi del 2012 perché il padrone di casa le aveva scollegato le utenze di luce e gas, in un'occasione bloccandole anche l'ingresso con un lucchetto al cancelletto, in un'altra facendo rimuovere il portone dell'appartamento per provocarle disagio. Questo però perché la donna era entrata nella disponibilità dell'appartamento senza contratto e una volta ricevute le chiavi non si era resa disponibile a trovare un accordo per la firma del contratto e per il pagamento del canone mensile. Il pensionato era così stato costretto a staccare le utenze per non continuare a pagare le bollette che gli erano ancora intestate. L'inquilina aveva pertanto deciso di intraprendere una causa civile per rientrare nel pieno dei propri diritti da locataria, ma il ricorso era stato respinto. Il 76enne ha sempre contestato ogni addebito.

Nell’ultima udienza il Pubblico Ministero ha deciso di non procedere per intervenuta prescrizione. La signora infatti, nonostante gli avvisi recapitati per comparire in udienza, non si è mai presentata al contradditorio. Finisce così a lieto fine per l’anziano proprietario che aveva già avuto un riconoscimento per parte civile: su richiesta della donna era stata anche instaurata una procedura d’urgenza per entrare in possesso dell’immobile e attaccare utenze, ma il giudice civile non le aveva dato ragione. Sono scattate così le querele, non andate a buon fine. Il reato ipotizzato era quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.