Luned́ 26 Agosto01:43:23
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Multati sull'autobus quando la macchinetta era fuori servizio: la protesta di una mamma

In vacanza per la prima volta a Riccione, i tre ragazzi non erano riusciti a timbrare il biglietto

Attualità Riccione | 16:37 - 15 Luglio 2019 L'interno di un autobus (immagine di repertorio) L'interno di un autobus (immagine di repertorio).

Sanzionati per non aver timbrato il biglietto quando il servizio di vidimazione era "bloccato". Questa è l'accusa che Morena Carraretto rivolge ad alcuni operatori di Start Romagna che hanno staccati un verbale al figlio e due amici, tutti 14enni, assieme a una comitiva di tedeschi, mentre rientravano con l'autobus dall'Aquafan. La faccenda viene ricostruita in queste righe che riceviamo e pubblichiamo:

Il 27 giugno i tre ragazzi prendono un autobus per tornare dall'Aquafan. Saliti a bordo non riescono però a timbrare il biglietto «perché le macchinette risultano fuori servizio (la dicitura sul display è "servizio bloccato")». Arrivati a Riccione il bus si ferma ma le porte non si aprono, perché devono salire quattro controllori: «Tutti li hanno ma nessuno è vidimato: i ragazzi fanno subito presente che le macchinette erano bloccate, ma i controllori sostengono il contrario e l'autista non prende posizione. Intimiditi dalle ripetute minacce di multe salatissime e chiusi dentro l'autobus, vengono costretti a firmare un verbale, nonostante minorenni, con la sanzione di 65 euro più il costo del biglietto non vidimato». L’indignazione deriva soprattutto dal fatto che non sono state fatte richieste ai genitori di giustificare l’accaduto al posto dei figli. «Morale della favola ho deciso di fare ricorso, almeno per insegnare ai ragazzi che davanti alle ingiustizie non bisogna abbassare la testa ma protestare e farsi sentire». Il ricorso è già stato respinto, ecco trovate anche le ragioni della condivisione di questa storia con la stampa: «Vogliamo che la vicenda sia resa pubblica nella speranza che eviti ad altri la nostra brutta esperienza e magari serva anche a Start Romagna per correggere il comportamento dei suoi dipendenti e la sua vampiresca politica in materia di sanzioni».