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Animalisti contro i circhi con animali: «Sono diseducativi». Apas San Marino pronta a denunciare

Nella Repubblica una legge ne vieta l'allestimento. Associazione contro i circensi in arrivo al parco Ausa

Attualità Rimini | 11:27 - 15 Luglio 2019 Una tigre con il suo domatore (foto da internet) Una tigre con il suo domatore (foto da internet).

Da Rimini a San Marino, le associazioni animaliste si scatenano contro l’arrivo dei circhi portatori di animali esotici. Da una parte il circo Madagascar, che sarà a Viserbella di Rimini vicino a Italia in Miniatura fino al 22 luglio con esibizioni di acrobati, equilibristi, clown, contorsionisti, giocolieri, antipodisti ma anche un leone bianco, un ippopotamo, una giraffa e molti altri animali. Dall’altra il circo Busnelli Niuman, ospite del parco Ausa alla Dogana, in località Serravalle di San Marino dal 18 al 22 luglio con oltre 50 tipi di animali diversi.

IL PRESIDIO ANIMALISTA
Contro «posture innaturali» ed «esercizi dolorosi», là dove «non c’è nulla di educativo né divertente nel guardare un animale schiavizzato dall’uomo e tolto dal suo habitat», scenderanno in campo le associazioni animaliste del territorio non soltanto riminese e non soltanto sanmarinese. È l’associazione Meta Ancona a chiamare a raccolta tutti gli oppositori per la giornata di domenica 21 luglio, dove alle 20 andrà in scena il presidio contro il circo Madagascar. L’appello alla partecipazione sta circolando attraverso Facebook e ha già raccolto il favore di alcuni sodalizi della provincia.

LA DENUNCIA PENALE
Per la Repubblica invece si schiera a gran voce l’Apas San Marino, che attraverso un lungo comunicato condiviso anche nella pagina Facebook si dice pronta a denunciare i circensi in virtù dell’articolo 282 del codice penale che vieta espressamente gli spettacoli con impiego di animali. «Già nel 2015 l'Apas aveva protestato per la presenza di un circo in Repubblica. Non siamo contrari a circhi con acrobati, artisti e giocolieri. Quel che è necessario qui è un cambio culturale».

 Il Capitano di Castello di Serravalle Vittorio Brigliadori spiega loro «di non aver avuto potere decisionale sulla questione e di aver semplicemente ricevuto la documentazione “controfirmata dagli uffici di competenza”».

A San Marino non vi è una legge speciale che permetta l'attività circense con animali, a differenza dell'Italia dove «con la legge n.337/1968 si permette l'attendamento di circhi con animali. Grazie all’articolo “Leggi speciali in materia di Animali” si stabilisce che le disposizioni penali previste a tutela degli animali non si applicano ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia, di pesca, di allevamento di trasporto, di macellazione degli animali, di sperimentazione scientifica sugli stessi, di attività circense, di giardini zoologici».

Ma questioni giuridiche a parte, «il circo con gli animali non può essere più considerato uno spettacolo divertente né tantomeno educativo nel momento in cui si rifletta su come vengano addestrati gli animali. ll circo è sofferenza, privazione delle necessità primarie tipiche di ogni specie, è paura poiché l’addestramento avviene su cuccioli inermi con metodi violenti e coercitivi quali pungoli elettrici, percosse, utilizzo della frusta, sospensione della nutrizione e dell’acqua, isolamento». A differenza degli artisti poi «gli animali non scelgono di esibirsi, non scelgono di vivere in gabbia, non scelgono di essere trasportati per centinaia di chilometri chiusi in container e gabbie, in attesa di compiere esercizi forzati sotto minaccia». La denuncia è già pronta a partire.

Il pensiero a questo punto non può che andare ad Ettore Weber, famoso addestratore del circo Orfei ucciso nel Barese da una tigre che stava addestrando. La vicenda non può che riscaldare ancora di più l'atmosfera attorno a un tema ancora oggi molto controverso. (f.v.)