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Rimini Calcio, è Nicola Penta il riferimento dell'immobiliarista Massimo Nicastro: trattativa in chiusura?

E' stato ad e dg del Mantova, consulente sportivo delle difese in Calciopoli, ex manager di Ramazzotti

Sport Rimini | 20:19 - 14 Luglio 2019 Da sinistra Nicola Penta e Massimo Nicastro: trattano una quota del Rimini Calcio Da sinistra Nicola Penta e Massimo Nicastro: trattano una quota del Rimini Calcio.


La situazione del Rimini Calcio è in divenire. Sul tappeto il passaggio del 30 per cento delle quote del club – come anticipato nei giorni scorsi - a Massimo Nicastro, immobiliarista italo americano, che si divide tra l'Italia Miami, ex presidente del Como che ha guidato insieme a Roberto Felleca alla promozione in serie C per poi venderlo ad una società inglese, la Sent Entertainment Limited, società di media e intrattenimento con sede nel Regno Unito.
Ebbene, alla luce di questa trattativa che ha avuto una accelerata nei giorni scorsi e che Nicastro ha cercato di smentire in prima battuta, a mister Petrone è stato chiesto dal patron Giorgio Grassi di rassegnare le dimissioni. Cosa che ovviamente il tecnico non ha fatto tanto che per l'inizio della preparazione – in settimana dopo le visite mediche scaglionate da lunedì a mercoledì – il tecnico come annunciato si presenterà al raduno. Bloccate anche le trattative di mercato.
Domenica Nicastro, interpellato nuovamente, ha ritenuto opportuno non fare dichiarazioni (“Non è il momento in questa fase” ha detto). Grassi e Nicastro anche domenica pomeriggio, comunque, si sono parlati per mezzora buona: si sta lavorando ad un accordo di partnership con Grassi al timone della barca ed uno dei tanti uomini di fiducia di Nicastro al fianco del presidente. Questione di giorni? Un ingresso felpato con l'obiettivo nel tempo di far crescere il club e magari portarlo in serie B intervenendo nello stesso tempo nella vicenda Gaiofana ed in eventuali ristrutturazioni dello stadio.
A condurre la trattativa con Grassi per conto di Nicastro è stato il cesenate Nicola Penta, 55 anni, perito e consulente sportivo informatico del collegio difensivo di Luciano Moggi e non solo nel processo di Napoli sul caso calciopoli. Ha scremato  - raccontano le cronache - 171 mila intercettazioni. Da sempre legato alla famiglia di Umberto Agnelli, strettissimo collaboratore poi personal manager di Eros Ramazzotti: è stato padrino della figlia dell'artista Aurora mentre Ramazzotti è stato testimone di nozze di Penta a Longiano. Nel calcio Penta è stato amministratore delegato del Mantova – di cui è tuttora socio - e direttore generale due anni fa prima dell'avvento di Maurizio Setti e nello stesso ruolo nella Reggiana.
Penta viene indicato tra gli addetti ai lavori con un possibile ruolo operativo da subito nel club biancorosso - tecncio o gestionale - , invece lui assicura che se l'affare andrà in porto resterà fuori dalla stanza dei bottoni assorbito dai numerosi impegni professionali. Gran parte della struttura, almeno inizialmente, non verrebbe toccata. Quale sarà le verità? Comunque sia, il più in bilico è mister Mario Petrone: se tenere il tecnico o trovare un accordo per liberarlo od esonerarlo spetta a Grassi. Intanto Mauro Antonioli, il candidato più forte a prendere eventualmente il posto di Petrone, conferma di non essere mai stato contattato. Il problema è che tutto ciò che dovrebbe essere certo alla vigilia di un ritiro  - a cominciare dallo staff tecnico - non lo è affatto e questo la dice lunga sullo stato di incertezza e confusione attorno al club biancorosso.
ste.fe.