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Canile di Rimini, in tre mesi sono morti due cani giovani entrati da poco nella struttura

Le associazioni animaliste chiedono chiarimenti al Comune e all'Ausl

Attualità Rimini | 22:04 - 13 Luglio 2019 Una visita dell'assessore Sadegholvaad al canile di Rimini Una visita dell'assessore Sadegholvaad al canile di Rimini.

Leone era un pitbull di tre anni, entrato in canile il 5 marzo come rinuncia di proprietà e qui deceduto il 29 dello stesso mese. Secondo il proprietario non aveva problemi di salute, ma comunque non è stata fatta nessuna autopsia. Giotto invece era un maremmano, anche lui giovane, anche lui rinuncia di proprietà perché aggressivo: entrato in canile il 3 luglio dopo essere stato sedato con una pistola narcotizzante, è stato immediatamente sottoposto a intervento di sterilizzazione e alloggiato poi in un box esterno, dove è stato trovato morto il 5 luglio.

Due cani apparentemente sani, giovani, ritenuti dai proprietari “aggressivi” e per questo motivo entrati in canile, sottoposti quasi immediatamente a interventi chirurgici, morti a pochi giorni dal loro ingresso in struttura.

Le associazioni DnA, Enpa, Anpana e Animal Freedom non ci stanno e interpellano il sindaco Andrea Gnassi, l’assessore Jamil Sadegholvaad, il dottor Roberto Angelini (Ausl) e la dottoressa Roberta Mazza per avere chiarimenti. A loro è stata inviata, il giorno 11, formale richiesta di indagini in merito ai due decessi, con particolare interesse alle procedure di cattura, alla valutazione comportamentale - prima dell’ingresso in canile - dei cani rinuncia di proprietà con problematiche comportamentali e alla valutazione delle loro condizioni fisiche. È stata chiesta altresì copia delle schede sanitarie e comportamentali dei cani deceduti in Canile a Rimini dell’anno 2019, dell’anno 2018, dell’anno 2017 oltre che copia delle procedure sanitarie concordate al momento del rilascio dell’autorizzazione sanitaria.