Marted́ 16 Luglio13:13:29
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Offese sessiste su Facebook a vicesindaco Rimini: si scusa e fa donazione a Sea Watch

Querela ritirata nei confronti di un 82enne riminese che aveva insultato la Lisi sul tema migranti

Attualità Rimini | 16:18 - 13 Luglio 2019 Il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi Il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi.

Una lettera di scuse e due donazioni da 100 euro alle Ong SeaWatch e Mediterranea per aver diffamato e offeso il vice sindaco di Rimini Gloria Lisi su Facebook. E' il gesto riparatore dell'autore del post, un riminese di 82 anni, lasciato a commento della posizione espressa dalla Lisi in merito all'apertura dei porti per salvare vite umane risalente allo scorso febbraio. In cambio delle scuse scritte e della donazione, il vice sindaco ritirerà la querela. L'82enne che, a un post di Gloria Lisi a sostegno della posizione della cantante Emma Marrone che durante un concerto aveva urlato "aprite i porti" ed era stata insultata a sua volta, aveva usato parole sessiste e diffamatorie. Compreso l'errore aveva subito mostrato interesse nel chiarirsi con il vice sindaco, definendo alla romagnola le sue frasi "una pataccata" e firmando una lettera nella quale dice "ritengo di essere stato condizionato da un clima di odio ed intolleranza verso gli ultimi, che purtroppo stiamo vivendo nel nostro Paese". Pace fatta dunque, "un gesto simbolico importante - ha commentato l'avvocato Maurizio Ghinelli - una sorta di contrappasso con una donazione nei confronti delle Ong prese di mira. Un segnale inoltre per tutti coloro che si esprimono con ingiurie e minacce, con violenza e intolleranza, che ogniqualvolta se ne ravviserà la necessità verranno presentate querele". Il vice sindaco Lisi già in passato è stata presa di mira sui social, tanto che il 10 ottobre ci sarà la prima udienza in Tribunale a Rimini nei confronti di 13 persone, a vario titolo simpatizzanti e frequentatori del sito di Forza Nuova, a giudizio per frasi sessiste e diffamatorie lasciate su Facebook. Uno di questi deve rispondere anche di discriminazione razziale.