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Rimini, cane nel furgone chiuso in gabbia per ore: cucciolo liberato dalle Guardie ecozoofile

Denunciato per maltrattamenti 52enne, l’uomo aveva fatto da tramite per la compravendita dell'animale trasportato dall’Ungheria

Cronaca Rimini | 14:45 - 12 Luglio 2019 Cucciolo di dobermann Cucciolo di dobermann.

E’ stato denunciato in stato di libertà per i reati di maltrattamento e abbandono di animali, un cittadino di origini ungheresi, 52enne, fermato nella tarda serata di giovedì, verso le 23. La segnalazione è arrivata alla Polizia che ha inviato una pattuglia in via Trieste, a Rimini: qui era stata segnalata la presenza di un cane rinchiuso in un furgone, in evidente difficoltà. Alcuni cittadini residenti hanno raccontato che il cucciolo era rinchiuso lì da ore. Una donna in particolare ha raccontato agli agenti che, rincasando verso le ore 19.15 circa, aveva notato un signore, presumibilmente straniero, con un cucciolo di cane con una corda molto  corta, successivamente legato a una catena stretta al collo. L’animale era molto agitato e l'uomo lo ha strattonato ripetutamente per calmarlo per poi legarlo al portellone del furgone, ma, accortosi di essere osservato, ha chiuso il cucciolo all'interno del cassone del furgone e si è allontanato.

Durante l’intervento, tra le persone, si è presentato proprio il 52enne che ha ammesso di essere il proprietario del mezzo. Una volta aperto, all’interno è stata rinvenuta una gabbia di plastica con un cucciolo di doberman, in buone condizioni, ma in una situazione decisamente angusta per un animale. Intervenute sul posto, le Guardie Ecozoofile hanno provveduto a prendere in custodia il cane, mentre è scattata la denuncia per il 52enne e il sequestro del mezzo. Intanto sul posto è intervenuta una connazionale che, facendo da interprete, ha raccontato che l'uomo aveva fatto da tramite in una compravendita dell’animale effettuata in Ungheria per un cliente in Italia pertanto lui si era occupato del trasporto, il furgone era intestato a una ditta di autonoleggio e che lui era residente e domiciliato in Ungheria, ma al momento per opportunità era ospite a casa della donna. A nulla è valsa tuttavia la giustificazione.