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Mario Erbetta contro il Rimini Summer Pride: 'insulti a Salvini, bestemmie e propaganda di sinistra'

Il consigliere chiede al Comune di non dare il patrocinio alla manifestazione. La risposta di Arcigay

Attualità Rimini | 17:25 - 11 Luglio 2019 Edizione 2016 del Rimini Summer Pride (foto Emilio Salvatori) Edizione 2016 del Rimini Summer Pride (foto Emilio Salvatori).

Il consigliere comunale Mario Erbetta chiede che il comune di Rimini non conceda il patrocinio al Summer Pride in programma in città sabato 27 luglio. L'interrogazione di Erbetta sottolinea come criticità quanto avvenuto nell'edizione 2018, cioè i cartelli dileggianti il ministero degli interni Matteo Salvini. Erbetta elogia i sindaci di Pisa e Monza per aver negato il patrocinio ad analoghe manifestazioni: "La motivazione, a mio parere più che condivisibile, espressa dai sindaci in questione, è che queste manifestazioni hanno perso il carattere di rivendicazione dei diritti propri del movimento omosessuale, ormai quasi nella totalità pienamente riconosciuti, per sfociare in strumentalizzate manifestazioni politiche vere e proprie, un calderone in cui uteri in affitto e porti aperti all’immigrazione si mischiano al dileggio delle Istituzioni e della Religione Cattolica con atti e cori spesso sconfinanti nella blasfemia". Erbetta evidenzia che a Milano ad aprire i cortei non c'erano carri che rivendicavano diritti civili, ma che esaltavano il capitano della Sea Watch 3 Carola Rackete, definita da Erbetta "Icona piratesca di sinistra che per far sbarcare degli immigrati in Sicilia non ha esitato a speronare la motovedetta della Guardia di Finanza", rimarcando che in queste manifestazioni "sfilano esclusivamente rappresentanti locali e nazionali del PD, di Potere al popolo di Sel e delle altre forze politiche di sinistra".

A Erbetta risponde Marco Tonti, presidente di Rimini Arcigay: "le motivazioni addotte da Erbetta sfiorano il patetico, il Summer Pride è una manifestazione pacifica, accogliente e generosa, da sempre schierata (con la nostra Costituzione) contro ogni forma di discriminazione e di razzismo e che per questo ha sempre una partecipazione dell'ordine delle decine di migliaia di persone anche provenienti da tutta Europa che stazionano a Rimini anche per giorni. Ogni partecipante esercita in proprio una delle libertà fondamentali della democrazia: la libertà di espressione". Tonti sottolinea che ai Pride di tutto il mondo partecipano anche "esponenti conservatori", per cui, attacca il presidente di Arcigay, "il problema è la destra italiana, la più bigotta e bacchettona del mondo". Tonti risponde a Erbetta, definendo la sua interrogazione "un minestrone di luoghi comuni che mettono insieme speronamenti di presunte navi da guerra a un (sempre presunto) riconoscimento di diritti quasi totale per le persone LGBT, diritti per giunta conquistati anche grazie ai Pride, quando tali diritti al contrario sono ancora gravemente carenti anche solo confrontandoci con gli altri Paesi europei: mancanza di diritti matrimoniali paritari, inesistenza di un diritto di famiglia inclusivo, mancanza di leggi di contrasto all'omo-transfobia, mancanza di iniziative di educazione alla parità, mancanza di adeguata informazione per il contrasto delle infezioni a trasmissione sessuale, mancanza di un contrasto organico al bullismo nelle scuole, una legge sulle persone trans vecchia di 40 anni".