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Stop del governo alla riforma del carcere, avvocati penalisti di Rimini in protesta

'La dignità umana dei carcerati non può essere sacrificata sull’altare di facili populismi giuridici', scrivono i penalisti in una nota

Attualità Rimini | 16:45 - 08 Luglio 2019 Agente penitenziario apre porta del corridoio delle celle di un carcere (foto di repertorio) Agente penitenziario apre porta del corridoio delle celle di un carcere (foto di repertorio).

L’Unione Camere Penali Italiane ha proclamato una giornata di astensione dalle udienze per la data del 9 Luglio. La Camera Penale di Rimini e tutti i suoi iscritti vi hanno aderito, come annunciato in una nota: “L’esecuzione della pena in Italia ha imboccato una strada buia e senza uscita, costellata da sistematiche violazioni dei diritti umani”, si legge nella delibera che illustra le ragioni dell’astensione. "Molto spesso si dimentica che dietro ad una sentenza di condanna, vi è una persona; la dignità umana non può essere sacrificata sull’altare di facili populismi giuridici che troppo spesso distolgono l’attenzione dai problemi reali ed allontanano le soluzioni", si legge nella nota della Camera Penale di Rimini.

RIFORMA BLOCCATA. La Riforma dell’Ordinamento Penitenziario, chiesta dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza pilota “Torreggiani “ dell’8 Gennaio 2013, aveva determinato la creazione degli Stati Generali sul Carcere, luogo d’incontro di numerose professionalità (avvocati, magistrati, educatori psicologi, architetti) allo scopo di concepire una riforma organica dell’ordinamento penitenziario, completa sotto ogni profilo, per rendere la vita del condannato all’interno dell’istituto conforme al dettato costituzionale. La rieducazione tramite un percorso personalizzato, infatti, consentirebbe il recupero del condannato, evitando così il rischio di ricadere nel reato. "Gli Stati Generali sull’esecuzione della pena hanno svolto il loro compito di riorganizzazione sistematica delle leggi in materia di esecuzione della pena finalizzata a ridare dignità e speranza a coloro che, pur sbagliando, non hanno perso il diritto ad essere persone. Purtroppo la Riforma è stata bloccata dall’attuale governo", spiegano gli avvocati penalisti di Rimini. Le conseguenze sono un aumento della popolazione carceraria, un sovraffollamento e un aumento dei decessi in carcere, nel primo semestre del 2019 già a 60, con 20 suicidi. "Gli avvocati penalisti da sempre al fianco di coloro che soffrono, di coloro che subiscono ingiustizie, sempre pronti a scendere in campo per la tutela dei diritti e della libertà, sono a ribadire con forza le ragioni dell’astensione perché la perdita della libertà non può pregiudicare la dignità ed il diritto alla salute del detenuto", chiosa la nota.